Luglio 2010

26 Luglio

Ore 9.30 assemblea in sede al Pier della Francesca.


22 Luglio

Ore 10.30 assemblea in sede al Pier della Francesca.


20 Luglio

AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA !

Oggi il giudice del tribunale fallimentare di Roma, Norelli, ha ricevuto una delegazione di lavoratori ai quali ha dichiarato di aver depositato la sentenza in cui sancisce l'"Amminsitrazione Straordinaria" per Agile. Il dispositivo sarà reso pubblico appena depositato in cancelleria.


16 Luglio

Ore 10.00 assemblea in sede al Pier della Francesca.


13 Luglio

L'ombra della coppia Massa-Liori dietro il crac delle librerie Zonza
Ex dipendenti licenziate e lasciate senza soldi, contributi previdenziali non versati e fornitori non pagati. Liori, nel dicembre del 2007, presentato alle dipendenti come nuovo socio e Massa nominato nel luglio del 2008 liquidatore dell'azienda.

C'è anche la coppia Massa-Liori dietro la fine della “Librerie Zonza srl”, messa in liquidità nel luglio del 2007 e chiusa definitivamente pochi mesi dopo lasciando senza stipendio i dipendenti e “stecche” da decine di migliaia di euro ai fornitori. Molto più di un sospetto: Antonangelo Liori nel dicembre del 2007, durante una cena organizzata dai vecchi proprietari con i dipendenti, era stato presentato come «nuovo socio», pur non figurando mai nell'organigramma della società. Inoltre è capitato che passasse a ritirare gli incassi del punto vendita dell'aeroporto. Il commercialista Claudio Marcello Massa invece nel luglio 2008 era stato nominato liquidatore.

LA CRISI Per questo quando venerdì i due sono stati arrestati insieme ad altre sei persone per il caso Agile-Eutelia, le ex dipendenti non si sono stupite. Anche loro aspettano stipendi mai pagati e sanno che una parte dei contributi non sono stati versati. Qualcosa potrebbero vederla con il fondo di garanzia dell'Inps. «Nel 2009 il Tribunale», spiega l'avvocato Luca Crotta che assiste sei ex lavoratrici, «ha dichiarato il fallimento della “Librerie Zonza srl” e della “Zonza distribuzione”. Si stanno concludendo le verifiche dello stato passivo delle aziende, poi si potrà accedere al fondo di garanzia». Le due società gestivano le librerie di via Paoli, del largo Carlo Felice, di viale Sant'Avendrace, dell'aeroporto di Elmas e di una con sede a Sassari.

IRREPERIBILE Sono state le lavoratrici ad avviare di fatto il fallimento. Dopo essere state licenziate hanno chiesto gli stipendi non pagati. È stato l'avvocato Paolo Ghisu, che assiste Itra Onali, una ex dipendente, a scovare Massa (impossibile farlo nel gioco delle scatole cinesi di residenze e sedi di uffici) grazie a uno stratagemma che ha consentito di recapitargli l'ingiunzione di pagamento con una notifica “a persona irreperibile” come previsto dal Codice. Non avendo ottenuto nulla, le ex dipendenti, tutte licenziate, hanno fatto richiesta di fallimento. Anche Crotta ricorda l'impossibilità di mettersi in contatto con la società: «Alla Camera di commercio non risultava e il liquidatore, Claudio Marcello Massa, era irreperibile ai recapiti a disposizione».

IL RUOLO DI LIORI L'ex giornalista Antonangelo Liori, così come avvenuto per Agile-Eutelia, non ricopriva ruoli ufficiali nella “Libreria Zonza srl”. Ma tutti sapevano che c'era lui insieme a Massa nell'ultima gestione. «Massa», ricordano due ex lavoratrici, «ci aveva autorizzato a consegnare l'incasso a Liori quando passava nel punto vendita dell'aeroporto». Non solo. In una cena quando c'erano ancora i Zonza, l'ex direttore de L'Unione Sarda era stato presentato come importante socio.

LE STORIE I parallelismi con la vicenda Agile-Eutelia si differenziano solo per le cifre: meno dipendenti (una decina) e cifre di stipendi e contributi non versati molto più basse. «Devo ricevere 3.000 euro per due stipendi arretrati e tfr mai pagato», ricorda Delia Fenu. «Spero di vedere gli undicimila euro guadagnati lavorando in modo onesto», aggiunge Itra Onali. Un'altra ex lavoratrice vanta un credito maggiore: «Quattordicimila euro», dice con molta amarezza Sara Manunta. Qualche problema (stipendi non pagati o che arrivavano in notevole ritardo) c'era già stato con la vecchia gestione Zonza. Almeno c'era un proprietario in carne e ossa e non un fantasma.

MATTEO VERCELLI

Fonte: unionesarda


12 Luglio

Agile, i lavoratori dopo gli arresti: “Torna la speranza”

Otto arresti per bancarotta fraudolenta, nella vicenda che ha portato al fallimento di Agile (ex Eutelia). Questa la notizia arrivata sabato 10 luglio: su disposizione dei magistrati di Roma, è finito in manette l’ex direttore dell’Unione Sarda, Antonangelo Liori, per il crac costato circa 11 milioni di euro. Insieme a lui, sono stati fermati l’ex presidente di Eutelia, Leonardo Pizzichi, e gli azionisti Isacco Landi e Samuele Landi, l’ad di Omega, Pio Piccini l’amministratore di Agile-Omega, Claudio Marcello Massa, il tesoriere, Marco Fenu, e l’amministratore unico di Agile, Salvatore Riccardo Cammalleri. Samuele Landi al momento dell'emissione del provvedimento si trovava a Dubai. L’accusa per tutti è aver causato il fallimento della società attraverso operazioni finanziarie con il gruppo Omega. Le società sarebbero “scatole cinesi”, secondo i magistrati, e avrebbero rilevato imprese del comparto in crisi, per poi lucrare crediti e commesse quindi scaricare i debiti su altre società avviate verso il fallimento.

Subito i lavoratori hanno commentato la svolta, esprimendo la loro soddisfazione sul blog che tengono dall’inizio della vertenza. La giornata, scrivono nell’ultimo post, “per gli informatici della Agile ex Eutelia, è stata un ottovolante di emozioni, euforia, gioia, speranze rinnovate”. E aggiungono: “La situazione sembrava a un punto morto, con il presidio permanente alla Camera dei deputati, appoggiato da 120 deputati del Pd in sciopero della fame, per ottenere un tavolo di trattative da Gianni Letta, inesorabilmente ignorato”.

“L’azienda Agile era (ed è tutt’ora) avviata a morire d'inedia – ricordano inoltre -, per il progressivo esaurirsi delle commesse. A incancrenire ulteriormente la situazione, la scellerata gestione del personale, da parte di manager della sede di Roma, che hanno dichiarato in cassa integrazione lavoratori in piena attività di assistenza presso i clienti rimasti, mantenendo in ‘attività’ dipendenti assolutamente inutili e improduttivi, sia per la vertenza che per le sorti dell'azienda”.
 
IL PUNTO / Ipotesi amministrazione controllata
La Agile può salvarsi attraverso lo strumento dell’amministrazione controllata. È quanto sostengono i commissari straordinari nella relazione che hanno inviato al governo e depositato al tribunale fallimentare lo scorso 30 giugno. La vicenda tiene inchiodati a un destino incerto da più di un anno 1.600 (all’inizio erano 1.920) informatici, operai e tecnici tra i migliori che il comparto conosca. Da aprile, i tre commissari sono al lavoro per scongiurare il fallimento della società, ceduta nel giugno 2009 dalla Eutelia al gruppo Omega, in una delle operazioni più opache e spericolate nel settore informatico degli ultimi anni.

Ora tocca al tribunale giungere entro un mese, dopo aver sentito il parere dell’esecutivo, a una sentenza che appoggerà le tesi delineate nel rapporto o avviare il fallimento. Anche se, con i risultati della relazione, è probabile che prevalga la prima ipotesi. Nel documento emergono anche gli imbrogli contabili che prima i proprietari dell’Eutelia e poi gli amministratori del gruppo Omega perpetrarono ai danni di Agile, portandola sull’orlo del default, con 117 milioni di debiti, che lievitano però a 162 se si considerano anche i 45 milioni di Tfr dei dipendenti (che con lo stato d’insolvenza vanno a carico dell’Inps). Il passo successivo, una volta giunto l’ok del tribunale, dovrebbe essere quello di recuperare i crediti, per ridurre il debito.

Nel complesso, Agile vanta oltre 36 milioni di euro di crediti nei confronti dell’Eutelia (25) e del gruppo Omega (9,5). Anche se appare operazione ardua la restituzione di risorse utili al rilancio di Agile, a causa del commissariamento di Eutelia sopraggiunto all’inizio di giugno. Tira un sospiro di sollievo Fabrizio Potetti, della Fiom: “È un passo significativo per il salvataggio della società – spiega –, anche se non siamo d’accordo con l’ipotesi di cedere una parte delle attività, convinti che l’Agile per sopravvivere deve mantenere tutto il suo potenziale di professionalità”.

Il riferimento è a quelle righe della relazione in cui viene evidenziato che il volume di commesse serve a impiegare 400 persone, mentre per gli altri sono richiesti gli ammortizzatori sociali. Un passaggio che il sindacato non condivide, perché potrebbe aprire la strada a una riduzione degli organici, per correggere i forti squilibri finanziari dell’azienda. Il caso Agile è legato a doppio filo al processo in cui sono stati rinviati con l’accusa di frode fiscale, appropriazione indebita e falso in bilancio i proprietari della Eutelia, i fratelli Landi, per aver fatto sparire dal 2002 al 2006 100 milioni di euro dal bilancio aziendale. Innanzitutto, perché ad architettare le due operazioni sono state gli stessi imprenditori senza scrupoli.

Poi perché la cessione di Agile fu premeditata dai vertici dell’Eutelia, per cercare in modo disperato di sopravvivere ai disastri finanziari che loro stessi avevano creato. In terzo luogo perché i dipendenti della Agile rappresentato gran parte dei quasi mille lavoratori che insieme al sindacato, si sono costituiti parte civile proprio in quel processo. Saranno i giudici a stabilire il prossimo 27 luglio se è valida la costituzione di parte civile. “È la prima volta – evidenzia Potetti – che il sindacato persegue l’obiettivo di essere parte civile in un dibattimento giudiziario di questo tipo. La Agile e l’Eutelia rischiano il fallimento non per ragioni di mercato, ma per le criminali operazioni dei fratelli Landi. Queste persone devono sapere che non la faranno franca e che siamo pronti a rivalerci sulle loro proprietà”. Non a caso, la Agile fu costituita in società a responsabilità limitata, proprio per evitare guai sicuri agli imprenditori aretini.

Nelle 130 pagine della relazione, i tre commissari straordinari ricostruiscono le vicende che hanno portato prima allo stato d’insolvenza e poi a un passo dal fallimento la Agile, società costituita poche settimane prima della vendita dalla Eutelia. Da quello che emerge, si rimane sconcertati dalla premeditazione, dalla condotta cinica della Eutelia e, in seguito, della Omega, a cui passò la proprietà della Agile. Quest’ultima, quando venne costituta, fu intenzionalmente sovradimensionata, per liberarsi in un colpo solo del ramo informatico: quell’assetto determinerà un grande passivo fin dall’inizio.

All’atto della cessione sia i crediti vantati che il valore delle commesse furono sovrastimati, per dare l’impressione che le future entrate pareggiassero i debiti accollati alla nuova azienda. E di debiti di Eutelia passati in modo illegittimo, anche attraverso scritture private, ce ne furono veramente tanti. Non solo: una volta venduta la società, molti dei contratti rimasero incredibilmente in capo all’Eutelia, che non avendo comunicato ai committenti che la Agile non faceva più parte del proprio gruppo, continuava a incassare i proventi delle commesse che l’azienda aveva in carico.

Per questa via, i proprietari della Eutelia hanno intascato milioni di euro. Non meno rilevanti, i danni che il gruppo Omega ha arrecato all’azienda. I proventi commerciali derivanti dalle attività della società informatica confluivano su un conto corrente unico, che poi gli amministratori del gruppo Omega usavano per ripianare i debiti di altre imprese controllate o per acquistare partecipazioni di altre aziende, come la Ambro Investimenti. Tutto questo accadeva quando il gruppo Omega già da mesi non versava più gli stipendi ai lavoratori della Agile.
(a cura di Antonio Fico)

Fonte: controlacrisi.org


11 Luglio

La «cricca» di Eutelia che spoliava la società
Otto arresti, azzerati i vertici della compagnia aretina, di Agile e di Omega
Andrea Palladino

È un labirinto profondo, cupo, fatto di false strade, illusioni e tanta finanza tossica. È la ragnatela Eutelia, Agile e Omega, le tre società dove si incrociano i destini di oltre duemila lavoratori, da più di un anno senza stipendio e trattati come una merce da scartare. Da ieri otto protagonisti di primo piano della vicenda, registi del gioco di specchi societari, sono agli arresti. Anzi, sette, visto che il più visibile - e decisamente arrogante - padrone della ferriera, Samuele Landi, è all'estero, esattamente a Dubai, ricercato dal nucleo speciale di polizia tributaria della Guardia di finanza, che ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare ottenute dai pubblici ministeri di Roma Cascini, Ielo e Loy. Nomi di peso nella vicenda Eutelia/Agile anche gli altri: Pio Piccini, presidente e amministratore delegato di Omega Spa, la società che ha rilevato Agile, il contenitore dove Eutelia aveva scaricato il ramo d'azienda dell'information tecnology; Leonardo Pizzichi, presidente del Cda di Eutelia, e membro del collegio sindacale dei Monte dei Paschi di Siena fino allo scorso anno, quando si dimise dall'organo di vigilanza della banca toscana; Claudio Marcello Massa, amministratore di fatto di Agile e amministratore protempore di Omega; Marco Fenu, dirigente di Agile e tesoriere di Omega; Salvatore Riccardo Cammalleri, amministratore unico e procuratore di Agile; Antonangelo Liori, dominus del gruppo Omega e, infine, un altro componente della famiglia Landi, Isacco, in qualità di consigliere di amministrazione di Eutelia. Una vera cricca della finanza, accusata di aver fatto sparire i soldi degli stipendi di almeno duemila persone, attraverso «la distrazione di complessivi 11.179.989 dalla Agile Srl e la sottrazione di crediti della stessa società, ceduti senza corrispettivo a garanzia di obbligazioni assunte da altri soggetti, per un valore pari ad 5.529.543». Soldi passati a società e conti utilizzati per quella che gli investigatori chiamano una «spoliazione» delle società: cannibalizzarle per incamerare i fondi, a qualsiasi costo.
Sono dunque almeno tre le procure interessate alla costellazione Eutelia e a quella strana società, la Omega, che ha acquisito le quote di Agile. Oltre alla procura di Roma, che ha fatto scattare gli arresti di ieri, c'è quella di Arezzo, attiva fin dal 2007 su un'ipotesi di falso in bilancio, appropriazione indebita e emissione di fatture false per la società Eutelia. Un processo arrivato da qualche giorno davanti al Gup di Arezzo, con una richiesta di rinvio a giudizio per buona parte dei patron della società, la famiglia Landi. Esisterebbe poi un'inchiesta della procura di Forlì, che - secondo quanto riportato sul blog di Roberto Galullo de Il sole 24 ore - nei mesi scorsi ha inviato una rogatoria a San Marino per ottenere documenti su eventuali conti e società riconducibili ad Angelo Landi e alla società Eutelia. Al centro del labirinto c'è una sorta di Minotauro, quella società Omega richiamata da tante inchieste. Tra gli arresti di ieri c'e anche Pio Piccini, fondatore di Omega e ancora oggi proprietario della controllante Matrix srl. Accanto a Piccini in Matrix c'è la Fin project SA, società finanziaria di San Marino, che solo due giorni prima degli arresti è stata messa in liquidazione coatta amministrativa dal congresso di Stato della Repubblica di San Marino. È quasi impossibile andare oltre. Dalla banca centrale della repubblica del Titano spiegano che i motivi della messa in liquidazione e i soci della finanziaria sono «dati che non possiamo divulgare». Come avvolto nel più fitto mistero è il progetto di fusione per incorporazione di Omega con la società Libeccio, il cui progetto è stato annunciato e depositato in camera di commercio il 24 settembre dello scorso anno.
Su Libeccio, su Omega e su altre società tecnologiche controllate dal gruppo di Piccini indaga anche la Procura di Milano, portando a quattro i Tribunali coinvolti nel labirinto di Omega. Per ora i Pm Spataro e Greco hanno chiesto il fallimento della società interessata ad incorporare Omega, ma l'estremo riserbo che avvolge l'intera vicenda sembra essere preliminare ad ulteriori sviluppi. La stessa Guardia di finanza ha spiegato ieri che gli arresti sono solo la punta di un iceberg e che non manca molto a sviluppi ancora più importanti. Sono almeno due le vicende simili e collegate a quella di Eutelia e Agile, dove si riconosce una sorta di marchio di fabbrica della finanza spericolata: l'affare Omnia Network e la Phonemedia, nomi collegati ad altri lavoratori oggi senza stipendio. Phonemedia - nome che racchiude decine di contact center sparsi in Italia - è un'altra azienda acquistata dalla stessa Omega, oggi al centro dell'inchiesta della Procura di Roma.
Andrea Palladino
[Articolo su il manifesto del 10/07/2010]

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La missione criminale del duo Massa-Liori
Il commercialista si attrezzava per ottenere i domiciliari in caso di arresto
Siccome farò i domiciliari, vorrei evitare di farli in compagnia di tutti gli altri soggetti di questa vicenda perché poi mi creano il problema della reiterazione del reato. Io ho bisogno che questo ufficio che c'è lì non abbia niente a che vedere con le attività aziendali. Sono stato chiaro?


Così il commercialista ligure Claudio Marcello Massa, lo scorso 4 maggio, istruisce in una telefonata una sua collaboratrice (una certa Silvana). L'intento è chiaro: attrezzarsi perché non ci siano ostacoli alla concessione dei domiciliari in caso di arresto.

Massa: ci sono dei problemi. Chi li ignora o è cretino o è superficiale. Da domani non voglio più nessuno che venga lì.

Silvana: devo portare fuori ogni carta che ci sia nell'ufficio?

Massa: ma non esiste perché a casa mia io posso fare qualunque cosa. Tu devi portare solo le cose che riguardano il lavoro tuo...

Non solo. In un'altra telefonata (22 aprile 2010) con Antonangelo Liori, Massa nonostante la situazione di crisi, anche di liquidità, conclamata, continua a costituire disponibilità extracontabili (definite “fondino”).

Massa: c'è un fondino...abbiamo ritirato quel coso, lo tengo di riserva, però te li puoi prendere senza problemi.

Per i magistrati laziali Cascini, Ielo e Loy che hanno richiesto le misure cautelari, e secondo il gip Tamburelli che le ha firmate, Massa e Antonangelo Liori «sono gli autori dei più gravi illeciti di bancarotta». Non solo. Spicca anche l'insensibilità e l'arroganza, come nella telefonata tra Antonangelo Liori e il fratello Sebastiano.

Antonangelo: siamo l'unica azienda italiana ad avere eliminato i sindacati con le mani dei sindacati. In un incontro con i sindacalisti Cgil, Cisl e Uil ho detto: se fallisce Agile io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero, la mia villa...tutto uguale e loro non ce l'hanno un lavoro...punto...questa è la storia.

Per il giudice gli indagati (riconducibili all'area operativa delle società appartenenti al gruppo Omega) hanno interessi comuni e svolgono azioni studiate e concordate, muovendosi «secondo una regia unica». Vengono definiti spregiudicati, tanto da arrivare a contattare uno dei custodi nominati dal giudice fallimentare nella procedura Agile o a produrre documenti falsi. Nonostante la crisi di Omega, sia Antonangelo Liori che Massa hanno avviato nuove trattative. Liori, è spiegato nell'ordinanza, arriva a intraprendere «nuove attività imprenditoriali in Romania e con diversi soggetti con precedenti per bancarotta, truffa, falso». La coppia Liori-Massa il 22 marzo 2010 ha costituito la società Italcontact group, con sede a Roma, intestando le quote del capitale a un personaggio già denunciato per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Insomma, il fallimento di Agile non sarebbe stato un episodio eccezionale dovuto all'incapacità imprenditoriale, ma una vera e propria « mission di natura criminale perseguita dal gruppo Massa-Liori».

La ricerca spasmodica di affari poco chiari emerge in un'altra telefonata del 5 maggio tra Silvana (la collaboratrice di Massa) e Salvatore Riccardo Cammalleri, amministratore unico e procuratore di Agile, anche lui in carcere.

Silvana: avete una società che non sia riconducibile a noi per Massa?

Cammalleri: se è per oggi, no.

Silvana: mando un contratto che sto facendo a Massa con Liori così può capire. L'importante è che non sia riconducibile con le altre

Cammalleri: per farlo ci vogliono tanti soldi. Chi devo far arrivare per far firmare il contratto?

Silvana: non deve essere riconducibile e non deve avere il codice fiscale italiano.

Cammalleri: per questa operazione ci vuole un po' di tempo.

Sull'argomento interviene direttamente Antonangelo Liori.

Liori: mi servono due società di capitali inglesi.

Cammalleri: per versare ci vogliono i conti correnti aperti e questo mi blocca.

Liori: le società devono essere inglesi, società pulite, da finanziare.

M. V.

Fonte: L'unione sarda


10 Luglio

Eutelia in manette
di Beatrice Borromeo

Una frode “colossale”. Reati “gravissimi e allarmanti per la collettività”. La magistratura romana definisce così lo scandalo Eutelia, disponendo l’arresto di otto dei suoi protagonisti per “bancarotta fraudolenta”. Le indagini della Procura di Roma, condotte dai pm Raffaele Cascini, Paolo Ielo e Maria Francesca Loy sono partite dopo la cessione di Agile, ramo d’azienda specializzato in information technology, da Eutelia a Omega. Proprio questa operazione sarebbe lo snodo dei rapporti criminosi tra i vari manager implicati nella vicenda, sette dei quali si trovano ora in prigione. Ieri ci sono state perquisizioni in tutta Italia per trovare ulteriori documenti sul sistema che permetteva di disfarsi di società indesiderate, a costo zero, salvando gli asset e sgravando il resto della compagnia da debiti e da migliaia di impiegati (con le loro liquidazioni). I manager, si scrive nell’ordinanza, “concorrevano a cagionare il dissesto della società con una pluralità di azioni dolose, tra loro coordinate e orientate alla spoliazione di Agile”.
In galera. Nell’ordinanza di custodia cautelare ci sono tutti i personaggi chiave del caso Eutelia, definiti “arroganti e spregiudicati”: a partire da Samuele Landi, ex amministratore di Eutelia nonché presidente del cda di Agile proprio al momento della cessione. Landi, il paracadutista con la passione per le arti marziali, è però l’unico a non trovarsi in carcere: è latitante a Dubai. Ma anche dagli Emirati Arabi, Landi – che ha lasciato dietro di sé suo fratello Isacco e il presidente del cda Eutelia Leonardo Pizzichi (fino a novembre nel collegio sindacale di Monte Paschi, banca creditrice di Eutelia), entrambi in manette – si fa sentire: “Non mi è stato notificato alcun provvedimento”, dichiara. Poi sottolinea che il proprio coinvolgimento nella vicenda dipende solo dalla sua qualità di presidente del Cda Eutelia che ha firmato, in seguito a una decisione votata a maggioranza, la cessione di Agile: “È un ennesimo sopruso della magistratura”.
La procura ritiene di avere abbastanza prove per arrestare non solo i vertici di Eutelia e di Agile, ma anche quelli di Omega, rendendo palesi i legami tra le parti. Sono Claudio Marcello Massa, “amministratore di fatto” di Agile e amministratore pro tempore di Omega, Pio Piccini, amministratore delegato di Omega e amministratore unico di Agile e Antonangelo Liori, definito il “dominus” del gruppo Omega. Lo scopo era costruire una partita di giro: le società cambiano proprietario, portandosi dietro crediti e commesse e lasciando scatole vuote con debiti, dipendenti, relativi stipendi (non pagati) e liquidazioni.
Il sistema che emerge nell’ordinanza di custodia cautelare racconta un nuovo prototipo di business, che si adatta ai tempi della crisi. Sono due i modelli di bancarotta fraudolenta: nel primo si spoglia semplicemente una società dei suoi beni, per trattenerli in un’altra. Nella seconda si agisce consapevolmente per portare una società al fallimento, nei tempi e nei modi desiderati. Il caso di Eutelia, secondo la procura, sarebbe il primo (riempiendo Agile con 1922 dipendenti e 54 milioni di euro di tfr) mentre Omega appartiene al secondo, e per i magistrati lo fa di mestiere. Tutt’e due ci guadagnano. Un’operazione “studiata a tavolino, pensata e poi realizzata – dicono i pm – tutta a scapito dei primi creditori, cioè i lavoratori di Agile”.
L’irruzione. La famosa irruzione di Samuele Landi nella sede romana di via Bona di Eutelia, coltello tra i denti e cappellino col teschio, accompagnato da 15 vigilantes, ha attratto l’attenzione della stampa nazionale sulla storia di Eutelia, a novembre. La motivazione ufficiale era quella di sgomberare la palazzina dai dipendenti in presidio. Nell’ordinanza, però, viene data una diversa lettura: Landi e i vigilantes sono entrati all’alba, arrendendosi quasi immediatamente agli impiegati, in netta maggioranza numerica, e alla polizia che è stata immediatamente chiamata. Erano in 15, ma le volanti ne hanno portati via solo 12. Poco dopo i lavoratori, ispezionando lo stabile, hanno sorpreso nella sala computer, dove si custodiscono tutti i documenti della società, tre dei vigilantes di Landi, due dei quali erano i responsabili della security di Eutelia.
Le intercettazioni. Senza intercettazioni non tutti gli arresti di ieri sarebbero stati effettuati, e non sarebbero chiari i legami che uniscono i manager di Eutelia con quelli di Omega. Rapporti definiti come frequenti, amichevoli, che mostrano un patto, un “previo accordo fra gli indagati finalizzato alla commissione dei fatti illeciti di bancarotta”. I manager Eutelia hanno anche cercato di avvicinare i custodi cautelari di Agile (in particolare Daniela Saitta, tentativo fallito), che hanno in gestione anche Eutelia da quando è stata dichiarata insolvente. Poi Pizzichi è stato intercettato un mese fa mentre, parlando con tale Andrea Grifani, pianifica incontri (mai avvenuti) che potevano aprire loro ogni porta: con Cesare Damiano e soprattutto con Gianni Letta sul fronte politico e poi sul quello imprenditoriale con Matteo Colaninno. I più nervosi però sono Massa e Liori, che in una telefonata del 5 maggio discutono: “Massa – si legge nell’ordinanza – si sfoga dicendo che ‘è meglio non farsi più vedere insieme perché, se Eutelia cade, succederà qualcosa ed è meglio che se c’è da pagare paghi uno solo’. Liori risponde che non deve pagare nessuno, deve pagare solo Scajola (Claudio, ndr) perché è un ladro e un pezzo di merda…”.
Nell’ordinanza si può anche leggere un’intercettazione di Antonangelo Liori, l’ex direttore dell’Unione Sarda che ha già accumulato condanne in primo grado per oltre 20 anni di carcere (i reati contestati sono societari, finanziari e anche comuni, come il riciclaggio). Liori, che ieri entrando in carcere a Cagliari ha chiesto dieci libri e un dizionario di greco, è stato intercettato dopo un incontro con i sindacati mentre parla con suo fratello Sebastiano: se fallisce Agile “io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero e la mia villa… tutto uguale e loro non ce l’hanno un lavoro… punto… questa è la storia”.
Dove sono i soldi? Nell’ambito della cessione del ramo Agile al gruppo Omega, Eutelia ha provveduto alla “distrazione di 11.179.989 euro e alla sottrazione di crediti dalla società stessa, ceduti senza corrispettivo a garanzia di obbligazioni assunte da altri soggetti per un valore pari a oltre 5.529.543 euro”. Tradotto: Eutelia, prima di liberarsi di Agile, si è tenuta i soldi e pure i crediti, lasciando nel ramo d’azienda ceduto tutti i debiti e gli oneri (oltre 50 milioni di euro). Secondo la procura, i soldi intascati direttamente dai manager arrestati sono molti e non sono in Italia. Ma i pm sembrano già sapere in quale paradiso fiscale cercarli.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Bancarotta, arrestati i vertici dell’Eutelia

Sono più di sessanta i finanzieri impegnati, dalle prime ore di ieri, nel caso "Agile-Eutelia", dal nome del grosso gruppo di società di telecomunicazioni: 22 perquisizioni in case e uffici in tutta Italia, mentre otto indagati sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo la Guardia di Finanza, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma, avrebbero organizzato «un articolato sistema di frode che ha portato l’importante gruppo societario ad una situazione di gravissimo dissesto economico-finanziario» e di «insolvenza per milioni di euro anche nei confronti di migliaia di lavoratori».

In pratica, gli arrestati avrebbero acquistato numerose società con migliaia di dipendenti, finendo con il provocare una «colossale operazione dolosa» volta tra l’altro a «cagionare il fallimento della società Agile per spogliarla dei suoi asset e sottrarre la garanzia ai creditori più importanti, i circa 2.000 dipendenti». L’inchiesta ha coinvolto i vertici di tre società: Samuele Landi e Leonardo Pizzichi, presidenti dei consigli di amministrazione di Agile ed Eutelia, Pio Piccini, presidente e amministratore delegato di Omega e amministratore unico di Eutelia, Claudio Marcello Massa, amministratore di Agile, Marco Fenu, dirigente di Agile e tesoriere del gruppo Omega, Salvatore Riccardo Cammalleri, procuratore di Agile, Antonangelo Liori, dominus del gruppo Omega e Isacco Landi, consigliere di amministrazione di Eutelia. Avrebbero provveduto alla sottrazione di oltre 11 milioni di euro dalla Agile S.r.l. e crediti della stessa società, «ceduti senza corrispettivo a garanzia di obbligazioni assunte da altri soggetti, per un valore pari a oltre 5 milioni e mezzo di euro».

L’attività investigativa, iniziata dopo la cessione di Agile da parte dell’Eutelia, ha accertato che le società acquirenti erano riconducibili ad alcuni soggetti che, nello stesso periodo «avevano avviato numerose trattative finalizzate ad acquisire altri gruppi societari in situazione di grave crisi», sempre operanti nei settori delle telecomunicazioni, dell’information technology, della logistica e dell’immobiliare. Gli arrestati dovranno ora rispondere del reato di bancarotta fraudolenta in concorso.

Ieri, intanto, è stato convocato il tavolo al ministero dello Sviluppo economico per discutere la vertenza: al termine, al termine del quale è stato annunciata l’ammissione di Eutelia alla procedura di amministrazione straordinaria ex legge Prodi. Soddisfatto il capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, soprattutto in previsione di un nuovo incontro alla presidenza del Consiglio. «L’attenzione all’evoluzione della vertenza - ha dichiarato - va mantenuta, dopo questo primo passo in avanti, fino al raggiungimento dell’obiettivo della garanzia di un futuro industriale e di certezza occupazionale per i lavoratori».
Andrea D’Agostino

Fonte: Avvenire

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In manette i "killer di aziende" arrestati 7 manager per bancarotta
L'unico a non essere finito in manette è Samuele Landi, ex presidende del cda di Agile e amministratore di Eutelia. È a Dubai, dove si cercherà di prenderlo
di ELSA VINCI


ROMA - «Killer di aziende. Hanno messo in strada i dipendenti deliberatamente, c'era un patto dietro il fallimento della società». Arresti e 22 perquisizioni in tutta Italia per la bancarotta milionaria Agile-Eutelia, importante gruppo societario nel settore delle telecomunicazioni e dell'information technology. Otto le ordinanze di custodia cautelare, sette eseguite, l'unico a non essere finito in manette è Samuele Landi, ex presidende del cda di Agile e amministratore di Eutelia. È a Dubai, dove si cercherà di prenderlo.

Nel novembre dell'anno scorso era entrato nella sede romana di Eutelia, occupata dai lavoratori, capeggiando un gruppo di vigilantes e minacciando i dipendenti. Il suo blitz, immortalato dai tg, è uno degli elementi d'accusa nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Roma, Elvira Tamburelli. «Samuele Landi - scrive il giudice - noncurante della dismissione seppure soltanto formale da cariche del cda, fa irruzione in azienda sprezzante nei confronti dei dipendenti che tentavano di far valere le loro ragioni e che per effetto dei reati da lui commessi hanno perso il lavoro». Landi e un gruppo di soci «hanno acquistato diverse società organizzando una colossale operazione dolosa con l'obiettivo di provocare, tra l'altro, il fallimento di Agile». Un esempio? «I crediti invece di essere riscossi sono stati ceduti per garantire le obbligazioni di un'altra società del gruppo, la Omega».

La cricca, scrive il giudice, si è mossa «con lo scopo di spogliare Agile dei suoi asset, svuotando la cassa, caricandola di debiti e sottraendo garanzie ai creditori, soprattutto ai 1.992 lavoratori messi in strada». Per questo la procura di Roma ha chiesto e ottenuto gli arresti dei vertici di Eutelia, Agile e Omega. In manette Pio Piccini, Leonardo Pizzichi, Claudio Marcello Massa, Marco Fenu, Salvatore Riccardo Cammalleri, Antonangelo Liori, Isacco Landi.
I magistrati contestano «la distrazione di 11.179.989 milioni dalla Agile srl e la sottrazione di crediti della stessa società, ceduti senza garanzia ad altri soggetti, per 5.529.543 milioni». L'indagine nasce dal lavoro svolto dai custodi giudiziari nominati dal tribunale fallimentare di Roma nel febbraio scorso.

 I rappresentanti di Agile avevano chiesto un concordato ma offrendo fideiussioni false, chi le aveva garantite era la Cofiar, altra società sotto inchiesta. Dalle intercettazioni i finanzieri del valutario e i pm coordinati da Nello Rossi hanno scoperto che il gruppo ha tentato di avvicinare i custodi giudiziari offrendo consulenze. Al telefono si parla con disinvoltura di documenti falsi, delle manovre per svuotare la società con l'intento di avviare nuove imprese in Italia e in Romania. Infischiandosene di quanti perdevano il lavoro. La prova in una intercettazione dell'aprile scorso. Antonangelo Liori racconta al fratello di aver incontrato i sindacati ai quali ha detto: se c'è fallimento «io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero, la mia villa.... Tutto uguale e loro non ce l'hanno un lavoro... Questa è la storia».

Fonte: Repubblica

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Truffa al call center, 8 in cella: arrestato Antonangelo Liori
Acquistavano società di telecomunicazioni, poi incassavano commesse milionarie senza pagare i dipendenti e senza versare un euro allo Stato. Otto gli arresti per bancarotta fraudolenta, nell'inchiesta Agile-Eutelia. In cella anche Antonangelo Liori che in una telefonata dice: «Se fallisce l'azienda io continuo ad avere villa ed elicottero».

I finanzieri si sono presentati all'alba nella sua villetta cagliaritana di Barracca Manna con l'ordinanza di custodia cautelare. Poche ore dopo Antonangelo Liori ha varcato il pesante portone del carcere di Buoncammino. Il giornalista è accusato di bancarotta fraudolenta nell'inchiesta della Procura di Roma sul gruppo societario Agile-Eutelia, attivo nel settore delle telecomunicazioni. Oltre a Liori, sono stati raggiunte dall'ordinanza altre sette persone. Secondo gli inquirenti Liori e gli altri dirigenti del gruppo, acquistavano società in difficoltà economica, incassavano le commesse (milionarie) senza pagare dipendenti, contributi previdenziali, tasse, impostate e Iva. Gli uomini del nucleo speciale di polizia valutaria di Milano, che stanno svolgendo le indagini, hanno eseguito decine di perquisizioni in tutta Italia. I militari del gruppo di Cagliari, che hanno collaborato al blitz di ieri, hanno fatto visita anche al fratello di Antonangelo Liori, Sebastiano, indagato a piede libero, e ad altre tre persone coinvolte per ora in modo marginale. Sono stati sequestrati documenti e file di computer.

L'ORGANIGRAMMA Le misure restrittive richieste dai magistrati di Roma (Cascini, Ielo e Loy) sono state accolte dal gip capitolino Elvira Tamburelli ed eseguite dai finanzieri. A Terni sono stati arrestati Pio Piccini (presidente ed amministratore di Omega, e amministratore unico di Agile) e Marco Fenu (dirigente di Agile e tesoriere del gruppo Omega), a Siena Leonardo Pizzichi (presidente del cda di Eutelia), a Milano Claudio Marcello Massa (amministratore di fatto di Agile e amministratore pro-tempore del gruppo Omega, esperto finanziario e responsabile dei movimenti economici delle società), a Torino Salvatore Riccardo Cammalleri (amministratore unico e procuratore di Agile) e ad Arezzo Isacco Landi (consigliere di amministrazione di Eutelia). È ricercato Samuele Landi, presidente del cda di Agile e amministratore di Eutelia, che si dovrebbe trovare a Dubai. È probabile che qualcun altro degli arrestati (forse proprio Liori) stesse programmando un viaggio di sola andata nel paradiso degli Emirati. Per evitare il pericolo di fuga, ma anche l'inquinamento delle prove e, soprattutto, la reiterazione del reato (gli indagati sarebbero al centro di altre inchieste con le stesse accuse) il gip ha accolto la richiesta della custodia cautelare in carcere. «Chiederemo il riesame al Tribunale di Roma, e per ora preferiamo non dire nulla», commenta l'avvocato Mariano Delogu che difende Liori insieme al figlio Massimo.

IL RUOLO DI LIORI L'ex direttore de L'Unione Sarda, che non ha alcun ruolo ufficiale nelle società, è ritenuto il dominus del gruppo Omega, l'uomo che va a caccia degli affari e che muove tutti i fili. Non solo. Dalle intercettazioni telefoniche e dai movimenti bancari è emerso che dietro le due multinazionali inglesi Restform Limited e Anglo Corporate Management Limited, che controllano “a cascata” una serie di altre società (Libeccio srl, Tyche srl, Theia srl, Omega srl e Agile srl), c'è il suo nome. Di fatto sarebbe il beneficiario economico delle due multinazionali britanniche. L'inchiesta dei finanzieri di Milano era iniziata dopo la cessione della società Agile srl da parte della quotata Eutelia a Omega. Una vendita “sospetta” che ha attirato le attenzioni dei militari del nucleo speciale di polizia valutaria.

LE VITTIME Per mesi i finanzieri hanno ricostruito quello che è stato definito «sistema di frode», tanto da portare «l'importante gruppo societario “Agile-Eutelia” ad una situazione di gravissimo dissesto economico-finanziario e di insolvenza per milioni di euro anche nei confronti di migliaia di lavoratori». Il gruppo avviava le trattative finalizzate all'acquisto di altri gruppi societari in crisi, nei settori delle telecomunicazioni, dell'information technology, della logistica e immobiliare. L'azione successiva, come accaduto nel caso di Agile, era incassare le commesse e portare al fallimento le società. Le principali vittime, oltre allo Stato, erano i dipendenti. Dagli accertamenti degli inquirenti, gli otto indagati (con ruoli diversi) avrebbero fatto volatilizzare circa undici milioni di euro dalla Agile srl, sottraendo anche i crediti della stessa società (cinque milioni e mezzo).

«TANTO HO L'ELICOTTERO» Nell'ordinanza il giudice Tamburelli parla di «fatti criminosi gravi e allarmanti per la collettività», svolti dagli indagati «nell'assoluta indifferenza dei gravissimi danni cagionati che hanno coinvolto quasi 2000 dipendenti». Il gip evidenzia la «spregiudicatezza ed arroganza nell'agire a fini di arricchimento personale». Un esempio su tutti la telefonata del 16 aprile 2010 tra i fratelli Liori. Antonangelo riferisce a Sebastiano di un incontro con i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil ai quali ha detto che se anche dovesse fallire Agile «io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero, la mia villa».

MATTEO VERCELLI

Fonte: L'unione sarda

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La svolta: verrà utilizzata la legge Prodi

Una doppia svolta per la vertenza Agile-Eutelia.
Mentre ieri la Guardia di finanza portava a termine l’esecuzione di otto misure cautelari in carcere e 22 perquisizioni in numerose città italiane, il governo, dopo l’incontro avvenuto al ministero dello sviluppo economico, ha annunciato di sostenere per Agile-Eutelia l’utilizzo della legge Prodi. Grande la soddisfazione del Partito democratico, non solo la convocazione del tavolo presso il ministero, ma soprattutto «per la previsione di un nuovo incontro presso la presidenza del consiglio successivo all’eventuale favorevole pronunciamento del tribunale fallimentare, così come era richiesto dai lavoratori e dal sindacato unitario». Cesare Damiano, capogruppo pd in commissione lavoro della camera, ha infatti ricordato che molto esponenti democratici hanno sostenuto questi obiettivi con l’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, sciopero al quale hanno aderito circa 120 tra deputati e senatori.
«L’attenzione all’evoluzione della vertenza – ha proseguito Damiano – va mantenuta, dopo questo primo passo in avanti, fino al raggiungimento dell’obiettivo della garanzia di un futuro industriale e di certezza occupazionale per i lavoratori ». Dopo la decisione presa ieri dal governo, «posizione condivisa da noi e dal sindacato », il Partito democratico ha deciso di sospendere temporaneamente lo sciopero della fame a staffetta a partire dalla giornata di oggi fino al giorno della convocazione a palazzo Chigi». Damiano ha quindi avvertito che «i parlamentari del Pd sono pronti alla ripresa della mobilitazione nel caso in cui questa si rendesse nuovamente necessaria. L’unità e la determinazione dei lavoratori e del sindacato e la capacità di costruire un fronte largo di alleanza politiche e sociali, hanno consentito di raggiungere questo primo risultato».

Fonte: europaquotidiano.it


9 Luglio

Confermato l’arresto di Isacco Landi e Leonardo Pizzichi
Con una nuova email, Samuele Landi ci da implicita conferma alla quasi esattezza delle notizie di stampa circolate questo pomeriggio
 
“Leggo incredulo le motivazioni che hanno portato all'arresto di  Isacco Landi e di Leonardo Pizzichi accusati di aver distratto oltre 11 milioni in seguito alla cessione di Agile.  Premetto che la cessione del settore It di Eutelia (Agile srl)  era l'unica possibilità di salvezza per tutto il gruppo Eutelia,  come peraltro confermano i Commissari Giudiziali nella loro ultima relazione. La cessione di Agile a Omega e' avvenuta seguendo tutti i criteri di legittimità essendo tesa a garantire il futuro degli occupati in tale azienda.  Proprio a garanzia di questo,  Eutelia ha ceduto Agile con oltre 140 milioni di commesse attive, immobili per un valore di oltre 10 milioni,  crediti per oltre 100 milioni  e quindi c' erano tutte le premesse per un risanamento della società da parte dei nuovi acquirenti. Da qui a sostenere, come afferma la Procura di Roma,   che i cedenti, in questo caso Landi e Pizzichi per conto di Eutelia, abbiano sottratto con gli altri indagati  11 milioni di euro e' un' ipotesi a dire poco farneticante per due motivi:

1 - la cessione dell'azienda coincide con il passaggio delle tesoreria di Agile alla nuova compagine societaria:

2 - entrambi non ricoprivano alcun ruolo all' interno della nuova società Ritengo questa nuova azione della magistratura una ennesima dimostrazione di forza contro una società che ha operato sempre nella massima trasparenza e a sostegno dell' interesse delle persone che ci lavorano.. oppure il vero interesse e' prendersi la rete Eutelia ma senza i dipendenti? ”

Samuele Landi.

Fonte: informarezzo

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Dissesto Agile-Eutelia, 8 arresti "Hanno provocato il fallimento"
Perquisizioni della Guardia di finanza in tutta Italia. Maxi truffa ai danni dei 2000 dipendenti, i manager avrebbero spogliato la società degli asset. Distratti 11 milioni di euro.

Otto misure cautelari in carcere e 22 perquisizioni in numerose città italiane. Più di sessanta i finanzieri impegnati. Sono questi i numeri dell'operazione della guardia di finanza nell'ambito del dissesto Agile-Eutelia. Alla base dei blitz delle Fiamme gialle c'è la ricostruzione di un articolato sistema di frode che avrebbe portato l'importante gruppo societario operante nel settore delle telecomunicazioni e dell'information technology ad una situazione di gravissimo dissesto economico finanziario e di insolvenza per milioni di euro anche nei confronti di migliaia di lavoratori. L'attività odierna è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

UNA TRUFFA DA 11 MILIONI - La Guardia di Finanza ha reso noto che gli otto indagati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere hanno acquistato numerose società con alcune migliaia di dipendenti ed hanno posto in essere una colossale operazione dolosa volta tra l'altro a cagionare il fallimento della società Agile al fine di spogliarla dei suoi asset e di sottrarre la garanzia ai creditori più importanti, i circa 2000 dipendenti. In tale ambito gli indagati hanno provveduto alla distrazione di complessivi 11.179.989 euro dalla Agile S.r.l. ed alla sottrazione di crediti della stessa società, ceduti senza corrispettivo a garanzia di obbligazioni assunte da altri soggetti, per un valore pari a 5.529.543 euro. In pratica gli stessi concorrevano a cagionare il dissesto della Agile S.r.l. con una pluralità di azioni dolose finalizzate alla spoliazione della società. Otto degli indagati, riferiscono le fiamme gialle, sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere in ragione delle responsabilità gravi e dirette e delle cariche ricoperte nel tempo nell'ambito della compagine societaria sottoposta ad indagini.

Fonte: iltempo

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Eutelia, Fantozzi (Prc-Se): Giustizia è fatta, ora riparta l'amministrazione straordinaria. Va garantito futuro produttivo e occupazionale

La notizia dell’arresto dei vertici di Eutelia-Agile-Omega è un’ottima notizia, che festeggiamo. Finalmente si sta facendo giustizia.

Hanno avuto ragione quanti hanno denunciato il carattere banditesco e truffaldino della proprietà e dei vertici aziendali, la “colossale operazione dolosa” messa in atto come recita il comunicato della Guardia di Finanza per spogliare l’azienda dei suoi asset, scaricando i lavoratori.

Ha avuto ragione la Fiom a costituirsi e a far costituire i lavoratori parte civile. Ha avuto ragione la lunga lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Agile, che hanno messo in campo una tenace mobilitazione in nome del lavoro, della legalità, della loro dignità di lavoratori e cittadini.

Da ultimo con il presidio davanti a Montecitorio e lo sciopero della fame a staffetta, per ottenere il rispetto degli impegni assunti e troppe volte non mantenuti da parte del Governo.

Ora deve partire l’amministrazione straordinaria dell’azienda. L’ impegno a garantire le commesse, il futuro produttivo e occupazionale, non tollera davvero ulteriori rinvii.

Fonte: controlacrisi.org

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S. Landi smentisce il suo arresto: Notizie infondate Agile-Eutelia.

Leggo sulla stampa di un mandato di arresto nei miei confronti in merito alla nota vicenda Agile. Premetto che a tutt' oggi non mi e' stato notificato alcun provvedimento del genere e quindi ritengo tale notizia priva di alcun fondamento. Ciò mi dà  tuttavia spunto per rimarcare ancora una volta la mia personale posizione circa la vicenda in oggetto. Il mio coinvolgimento in tale circostanza è infatti del tutto formale in quanto Presidente all' epoca del Cda di Agile srl, societa' di proprieta' della Eutelia Spa.  

Vorrei percio' ribadire quanto risulta anche agli atti e cioe' che in qualita'di presidente di suddetto Cda ho firmato l'atto di cessione solo per dare esecuzione ad una delibera del Cda di Eutelia approvata a maggioranza con mia astensione.
Tale delibera, e non e' un caso, non ebbe il mio assenso come risulta dai verbali, in quanto non ero favorevole a tale cessione nei termini avvenuti .
E non è un caso neppure il mio allontanamento subito dopo sia dal Cda di Eutelia sia dall' azionariato della societa' stessa.

Purtroppo in Italia negli ultimi mesi stiamo assistendo ad un anomalo uso della custodia cautelare anche di fronte ad evidenti mancanze dal punto di vista procedurale e delle indagini (vedi Scaglia forse l'esempio recente più eclatante) a solo uso dei magistrati che sperano con questi mezzi impropri di estorcere informazioni che non hanno e questo continuerà fino a quando i Magistrati non saranno realmente responsabili quando sbagliano.

Fonte: arezzonotizie

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AGILE-EUTELIA, 8 arresti e perquisizioni in tutta Italia

Sono partite dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere contro i presunti responsabili del crack “Agile srl”.
Gli accusati attraverso un articolato sistema di frode avrebbero portato il gruppo societario “Agile” poi acquisito da “Eutelia” - operante nel settore delle telecomunicazioni e dell’information technology - ad una situazione di gravissimo dissesto economico-finanziario e di insolvenza per milioni di Euro, anche nei confronti di migliaia di lavoratori.
Gli indagati, infatti, «hanno acquistato numerose società con alcune migliaia di dipendenti – spiega una nota della Guardia di Finanza - ed hanno posto in essere una colossale operazione dolosa volta tra l’altro a cagionare il fallimento della società Agile al file di spogliarla dei suoi asset e di sottrarre la garanzia ai creditori più importanti, i circa 2000 dipendenti».
Gli arrestati sono: Samuele Landi, nella sua qualità di presidente del Cda di Agile nonché amministratore di Eutelia; Pio Piccini nella qualità di presidente ed amministratore delegato di Omega nonché amministratore unico di Agile; Leonardo Pizzichi, quale presidente del Cda di Eutelia; Claudio Marcello Massa, quale amministratore di fatto di Agile, amministratore pro-tempore di Omega; Marco Fenu, quale dirigente di Agile e tesoriere del Gruppo Omega; Salvatore Riccardo Cammalleri, nella qualità di amministratore unico e procuratore di Agile; Antonangelo Liori, “dominus” del Gruppo Omega;Isacco Landi, quale consigliere di amministrazione di Eutelia. Tutti dovranno rispondere – a vario titolo – del reato di bancarotta fraudolenta in concorso.
L’operazione odierna vede, inoltre, le Fiamme Gialle impegnate in 22 perquisizioni in corso di esecuzione a Milano, Torino, Siena, Arezzo, Roma, Terni, Cagliari e Nuoro, presso le abitazioni dei soggetti sottoposti a misura cautelare, abitazioni e uffici di soggetti ad essi collegati. (cp)

Fonte: admaioramedia.it

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Le OO.SS. sono state convocate al MiSE per le ore 14.00. La comunicazione del MiSE.

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Dissesto finanziario 'Agile-Eutelia', otto arresti e perquisizioni GdF in tutta Italia

Roma, 9 lug. - (Adnkronos) - Sono piu' di sessanta i finanzieri impegnati, dall'alba di oggi, nell'esecuzione di 8 misure cautelari in carcere e 22 perquisizioni in numerose citta' italiane in merito alla complessa ricostruzione di un articolato sistema di frode che ha portato l'importante gruppo societario 'Agile-Eutelia', operante nel settore delle telecomunicazioni e dell'information technology, ad una situazione di gravissimo dissesto economico finanziario e di insolvenza per milioni di euro anche nei confronti di migliaia di lavoratori. L'attivita' odierna e' coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

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Assemblea alle ore 10.00 presso la sede del Pier Della Francesca in c.so Svizzera 185. Prima dell'assemblea verranno raccolte i prospetti paga arrivati in questi giorni e da consegnare alla FIOM, quindi è meglio presentarsi prima, in modo che si possa iniziare l'assemblea in orario.


6 Luglio

Assemblea alle ore 10.00 presso la sede del Pier Della Francesca in c.so Svizzera 185, con all'ordine del giorno la discussione di una importante iniziativa a livello nazionale. Si richiede massima partecipazione e massima disponibilità.


2 Luglio

Secondo round dello sciopero generale Cgil, 25mila in piazza a Torino
Secondo round dello sciopero generale della Cgil, dopo il primo troncone dello sciopero datosi nella giornata del 25 giugno. Sciopero indetto dentro la cornice della protesta contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi. Una mobilitazione, quella di quest'oggi, che ha coinvolto le tre regioni che mancavano ancora all'appello nella discesa in piazza (Piemonte, Liguria e Toscana), che ha portato migliaia di persone in piazza nonostante sconti la perdita di potenza mediale quindi politica nella tempistica, segno di ciò è l'ignoramento ricevuto dai media mainstream.

Astensione dal lavoro dei lavoratori del pubblico e del privato che nelle città interessate ha comportato disagi e problemi in più settori (trasporti, uffici, scuole, banche, etc), esprimendosi pubblicamente con cortei presidi e comizi sindacali, ma sprovvisto dello sprint anche emozionale che ha caratterizzato lo sciopero del 25 giugno con la "questione Pomigliano", non che oggi ciò sia stato rimosso (...) ma si è inevitabilmente dato in forme e intensità diverse. Le parole d'ordine che hanno attraversato le manifestazioni odierne sono state quelle contro i tagli della finanziaria e contro la precarietà imposta, ovviamente non diversamente da quelle del 25 giugno, giornata nella quale ha però avuto la forza e la capacità di imporsi, dominare e cambiare di segno lo sciopero la battaglia contro la ristrutturazione Fiat a Pomigliano d'Arco.

Il corteo più importante è stato quello di Torino: 25mila persone hanno partecipato al corteo indetto dal sindacato con partenza da Porta Susa. Nei numeri la risposta della piazza è stata notevole, presenti tutte le articolazioni del settore pubblico e privato della Cgil. Uno degli spezzoni più numerosi è stato quello dei dipendenti pubblici, categoria tra le più colpite dai provvedimenti governativi. Quello più vivace e interessante quello dei metalmeccanici della Fiom, ovviamente tra i pochi a saper sfruttare e continuare l'onda della sconfitta inflitta a Casa Fiat con il referendum di Pomigliano d'Arco. Emblematico di quanto si è giocato e si sta giocando (in termini di contrapposizione) dentro la Cgil, nell'andare a comporre il corteo, quindi nel declinare politicamente l'urto della piazza, la scelta di relegare al fondo del corteo lo spezzone delle tute blu dei metalmeccanici... quantitativamente i più numerosi, qualitativamente i più significativi. Altra presenza meritevole di nota lo spezzoncino dei lavoratori Rai di Torino, capaci di rendersi visibili attraverso la caratterizzazione della loro partecipazione con il colore giallo ma anche con il rimbombo delle vuvuzela e degli slogan... Hanno preso parte al corteo torinese anche altri soggetti al di fuori della Cgil, ad esempio i lavoratori e le lavoratrici dell'Ala.To, contenitore autorganizzato ed eterogeneo che ha puntato sulla scadenza dello sciopero generale contraddistinguendosi anche attraverso l'elaborazione di un appello proprio per il corteo. Sintesi delle rivendicazioni portate in strada lo striscione: "La lotta Pomigliano è la lotta di tutti!".

Piazze piene anche a Genova e Firenze, come in molte altre città dove si è andata a dispiegare la giornata di sciopero di quest'oggi.

Fonte: alato.org

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SCIOPERO GENERALE DELLA CGIL CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO.

(volantino)

L'unità tra la FIOM e il sindacalismo di base, che ha sostenuto la resistenza degli operai di Pomigliano, va rafforzata e diffusa in ogni ambito lavorativo, per alimentare e sostenere la resistenza, a partire dalle RSU più combattive, dei lavoratori, dei precari e degli immigrati.

LA LOTTA DI POMIGLIANO

E' LA LOTTA DI TUTTI

 

 SOSTEGNO AL PRESIDIO DEI  LAVORATORI AGILE
ex EUTELIA DI TORINO

Conto corrente intestato a
Cassetta Giuliana e Mairone Paolo

Banca Nazionale del Lavoro

Agenzia 8 TORINO

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