Giugno 2010

29 giugno

GENOVA 1960 - 2010 LA RESISTENZA CONTINUA 

"Nessuno si illuda di poter piegare il nostro animo.Non vi riuscì il fascismo, non vi riuscirono i nazisti, non vi riuscirete voi. Noi, in questa rinnovata unità, siamo decisi a difendere la Resistenza, ed impedire che ad essa si rechi oltraggio. Questo lo consideriamo un nostro preciso dovere. Per la pace dei morti e per l'avvenire dei vivi lo compiremo sino in fondo, costi quel che costi"

S.Pertini 29.6.1960

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ITALIA - Frode fiscale e numeri 899: si apre processo a Eutelia, 903 parti civili

Sono 903 (800 lavoratori e 103 piccoli azionisti) le richieste di costituzione di parte civile presentate al processo avviato stamani in udienza preliminare davanti al Gip di Arezzo Annamaria Lo Prete per la vicenda Eutelia, che dovrà appurare le responsabilità rispetto all'ipotizzata frode fiscale, collegata anche alle numerazioni speciali (899, ecc.).
Questa richiesta ha permesso agli avvocati difensori dei 15 imputati di chiedere i 'termini a difesa', per l'esame dettagliato delle richieste di costituzione di parte civile. Il Gip ha concesso meno di un mese: l'udienza e' stata aggiornata al 22 luglio, con riserva per il 27 luglio. Il vero avvio del processo sara' proprio in quella occasione, quando il Pm Roberto Rossi chiedera' di modificare i capi di imputazione, inserendo anche la bancarotta fraudolenta, passo quasi automatico con la nomina dei commissari straordinari nella gestione di Eutelia.
Davanti al tribunale di Arezzo stamani era presente un drappello di lavoratori ex Eutelia (soprattutto pugliesi e romani), accompagnati dal segretario nazionale della Fiom Laura Spezia. A rappresentare i lavoratori che hanno chiesto la costituzione di parte civile l'avvocato Libero Mancuso. Assenti gli imputati (sei sono componenti della famiglia Landi, fondatori di Eutelia), nessun commento e' stato fatto da parte dei loro legali.

Fonte: TlcAduc


23 giugno

Presidio indetto dalla FIOM regionale dal tema "No alle chiusure, no ai licenziamenti" di fronte alla Regione Piemonte in p.zza Castello a partire dalle ore 9.00/9.30.  Partecipiamo numerosi, usciamo delle nostre stanze, dalla rete virtuale, per lottare senza condizioni, per dar voce alla disperazione di tante persone. 


20 giugno

Agile, in due tentato il suicidio
Un uomo e una donna salgono sulla scala anticendio della Giunta e provano a buttarsi di sotto. Salvati in extremis dai colleghi. Lui, cardiopatico, ha poi avuto un malore
di Alessia Giammaria


In due, un uomo e una donna, sono saliti sulla scala anticendio del palazzo della giunta regionale e, raggiunto il quarto piano, hanno scavalcato la ringhiera e hanno tentato di buttarsi nel vuoto. E' accaduto ieri pomeriggio intorno alle 18.
Alcuni colleghi - i 19 lavoratori della ex Agile che rischiano il posto di lavoro - resisi conto di quanto stava per accadere si sono precipitati su per le scale. Alcuni hanno messo in salvo la donna che si reggeva con una mano a un pilastro, altri, invece, si sono fiondati sull'uomo che, intanto, si era già sporto nel vuoto. Hanno faticato non poco a tirarlo su visto che l'uomo, padre di 4 figli, ha opposto resistenza. Era davvero intenzionato a farla finita. Ai colleghi dei due si sono uniti alcuni agenti della Digos che si trovavano sul posto proprio perché sotto il palazzo del dipartimento alle Attività produttive c'era il presidio dei lavoratori in attesa dell'esito dell'incontro tra sindacati e i vertici della “Data contact” e della “Lucana sistemi” subentrate alla Agile nella gestione del Cup, Centro unico per le prenotazioni delle prestazioni sanitaria.
L'uomo, cardiopatico, ha avuto un malore èd è stato subito trasferito, dai sanitari del 118 accorsi sul posto, nell'ospedale San Carlo dove attualmente è ricoverato per controlli. La donna, invece, è rimasta con i suoi colleghi che le si sono stretti intorno.
Un dramma della disperazione legato alla perdita del posto di lavoro. Un gesto già di per sè di forte impatto, ma che assume una valenza maggiore se si pensa al luogo scelto per il gesto: la Regione. Quella Regione spesso indifferente ai drammi di quanti hanno perso e continuano a perdere il proprio posto di lavoro.
E chissà se qualcuno degli inquilini del Palazzo - inquilini pronti a scannarsi per una poltrona -si è accorto di quanto stava accadendo sotto i propri occhi.
La riunione, per venire a capo della vertenza, è stata in un primo momento sospesa per poi ricominciare intorno alle 19.
La vertenza Agile si protrae da troppo tempo. Giovedì la notizia dei 19 licenziamenti decisi Data contact e Lucana sistemi, le due aziende del Materano che vevano vinto lo scorso anno la gara per la gestione del Centro Servizi Basilicata, prima appunto gestito da Agile. Una società voluta dai sindacati e Regione per salvaguardare professionalità uscite da aziende in crisi e per stabilizzare gli Lsu.
E proprio dalla pletora degli ex Lsu venivano l'uomo e la donna che ieri hanno tentato di farla finita.
Con il subentro della nuova dirigenza erano stati assunti circa 100 impiegati. I nuovi assunti avevano preso servizio a marzo dopo una difficile trattativa sindacale. Poi la decisione di “Data contact” e “Lucana sistemi” di mandare a casa, dopo solo 3 mesi di lavori, 19 dipendenti.
“Data contact” ha giudicato “inidonei” 12 lavoratori che pare svolgano con professionalità il proprio mestiere da anni. Mentre Lucana Sistemi ha licenziato con la motivazione di mancato rinnovo di un progetto altre 7 persone.
Le due aziende avrebbero dovuto investire in nuovi progetti. Cosa che alla luce dei licenziamenti evidentemente non è stata fatta.
A sentire i sindacati, in questi mesi le aziende non hanno apportato alcun miglioramento.
Nel pomeriggio di giovedì una delegazione sindacale è stata ricevuta dal direttore generale della giunta, Angelo Nardozza, che ha raccolto le richieste parlando anche direttamente con i lavoratori. Ieri era in programma una riunione tra azienda e sindacati con i lavoratori ancora in presidio a via Anzio. E proprio mentre era ancora in corso l'incontro un uomo e una donna hanno tentato di farla finita.

Fonte: Il quotidiano della Basilicata

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Scegliere la strada del suicidio è una cosa tremenda, una cosa INACCETTABILE! Non è accettabile e ne siamo TUTTI responsabili. Non si può tollerare che una persona ponga fine alla propria vita perchè non siamo in grado di contrastare e lottare contro questo sistema.
Usciamo delle nostre stanze, dalla rete virtuale, dobbiamo lottare senza condizioni perchè la disperazione delle persone non ha voce! Uniamoci per combattere questo sistema, prima che sia troppo tardi, prima che altre persone cerchino o pongano fine alla propria vita, o che vengano assassinate dal sistema! (ndr)


16 giugno

Prezzo della Crisi del 16-06-2010: 'Agile-Eutelia, la dignità: è questo il costo del lavoro '

di Fabio Sebastiani
“Lavoratore scomparso”. Quelli di Agile-Eutelia da oggi sono di nuovo in piazza a manifestare per il loro futuro. E domani saranno in tanti, proprio sotto le finestre di Montecitorio. In pratica, la mobilitazione sarà addirittura nazionale. Sulla maglietta hanno stampigliato l’ultimo loro “grido di dolore”.
La loro lotta dura ormai da un anno. Dopo aver ottenuto ben tre sentenze di amministrazione controllata aspettano un segnale concreto che rimetta in moto la mission produttiva. Segnale che può arrivare solo dalle istituzioni, s’intende. Quello che chiedono è di dare libero corso alle commesse pubbliche che pure avevano nel portafoglio. E che una gestione scellerata ha fatto fuggire.
La vicenda di Agile-Eutelia dimostra in maniera lampante che anche in quegli esempi di “crisi indotta”, di crisi non legata alla variabili del mercato, insomma, non c’è alcuna volontà da parte degli imprenditori di fare il loro mestiere.
Dopo aver battuto gil sciacalli, ora i lavoratori si trovano a doversi reinventare un futuro. Attività che va oltre le loro competenze, naturalmente. Ed è per questo che chiedono, giustamente, un aiuto alle istituzioni. Peccato che proprio lì, nelle istituzioni, per quello strano intreccio tutto italiano tra politica ed affari, sia annidato uno dei pericoli più grossi.
La loro lotta fino ad ora è stata esemplare perché ha dimostrato che in ballo non c’era solo la difesa di un diritto astrattamente garantito dalla Costituzione italiana, ma anche la difesa di un bene conquistato con l’applicazione e la dedizione.
Insomma, se qualcuno pensava che fosse facile fregare duemila lavoratori con un semplice giochetto di scatole cinesi e bodyguard addestrati a forzare i picchetti, dovrà rifare i suoi calcoli. Davanti ha trovato un gruppo di lavoratori e lavoratrici che non hanno nessuna intenzione di mollare.
Loro sono lì. E a loro va data una risposta. Contrariamente a quanto hanno scritto sulle magliette, quindi, non sono lavoratori scomparsi. Ci sono pioù che mami. Semmai sono scomparsi per queste istituzioni, e per questa politica, che stanno sistematicamente distruggendo il lavoro, e i lavoratori, con l'obiettivo di rendere vicino allo zero il suo valore. Esempi come quello di Agile-Eutelia ci dimostrano che la sola battaglia sindacale non può bastare, che se non c'è una battaglia per la dignità il lavoro non avrà più prezzo.

Fonte: Controlacrisi.org

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Potetti (Fiom): “E’ il momento che le Istituzioni ci convochino. I lavoratori interrompano lo sciopero della fame”. (Comunicato stampa)


15 giugno

A un anno esatto dall'inizio della vicenda Agile, è iniziato questa mattina un presidio permanete in p.zza Montecitorio da parte dei colleghi romani, presidio che si protrarrà fino al 18 giugno.

E' anche iniziato lo sciopero della fame da parte di un collega.

Con questa azione, il nostro collega vuole dimostrare obbedienza alle istituzioni, assecondando quanto in questi lunghi e travagliati mesi il potere politico ha dimostrato di perseguire: L’ANNIENTAMENTO.

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Assemblea alle ore 10.00 presso la sede del Piero della Francesca in c.so Svizzera 185.

ODG. Resoconto incontro con i commissari. Manifestazione nazionale a Roma del 17/06. Varie ed eventuali.


10 giugno

Nuovo blitz a Eutelia Ancora indagato Landi
Maxi-giro di evasione con fondi in Svizzera: Pm milanese ordina perquisizione: "Un milione e mezzo esportato all'estero"
Di Salvatore Mannino e Piero Scortecci


Arezzo, 9 giugno 2010 - Non finiscono mai i guai di Eutelia, non finiscono mai le traversie giudiziarie della famiglia Landi. L’azienda appena commissariata e gli amministratori di un tempo, quelli che facevano capo agli azionisti di riferimento, entrano adesso nel mirino di un altro Pm, il milanese Carlo Nocerino, il quarto ad occuparsi di eventuali illeciti penali in via Calamandrei dopo il sostituto procuratore aretino Roberto Rossi, che diede la prima scossa, il procuratore aggiunto di Milano Pier Francesco Greco e un pubblico ministero romano che segue soprattutto il versante Agile.

L’inchiesta (clamorosa, già ieri è approdata sui Tg nazionali e sulle edizioni web dei quotidiani) è stavolta quella sul maxi-giro di evasione fiscale (150 milioni) in cui sarebbero coinvolti grandi nomi dell’imprenditoria nazionale come Fastweb (un’altra società telefonica), Poltrone Frau e molte squadre di calcio importanti, dal Catania all’Udinese.

La sede di Eutelia è stata ancora una volta perquisita ieri mattina, l’ex presidente Angiolo Landi raggiunto da un’informazione di garanzia per l’utilizzo di false fatturazioni e i conseguenti reati fiscali. Gli uomini della Guardia di Finanza (anche del comando provinciale di Arezzo) sono arrivati in via Calamandrei di buon mattino, armati del decreto di perquisizione firmato da Nocerino. Ad accoglierli sono stati appunto Angiolo Landi, ultimo rappresentante della prima generazione della famiglia fondatrice, e il nipote Raimondo, fino a pochi mesi fa membro del consiglio d’amministrazione e vicepresidente. In azienda c’erano anche i commissari nominati dal tribunale nell’ambito della procedura di amministrazione controllata, ma loro, alle prese con questa ennesima grana che riguarda tuttavia la penultima gestione, preferiscono limitarsi a un gentile no comment.

Dei 150 milioni che le Fiamme Gialle stimano come il totale dell’evasione, a Eutelia ne vengono imputati un milione e mezzo, stessa cifra che si ipotizza per la concorrente Fastweb. Nascerebbe tutto dall’organizzazione messa in piedi dal faccendiere svizzero Giovanni Guastalla, arrestato, sempre dalla procura di Milano, lo scorso 27 ottobre. Chi aveva necessità di creare una provvista in nero oltre confine si rivolgeva a una delle società dell’uomo d’affari elvetico e stipulava un contratto di collaborazione con un interlocutore che cambiava a seconda del settore: ce ne era uno per il calcio, uno per il settore produttivo, uno addirittura per il porno. Peccato che la costellazione Guastalla fosse fatta solo di cartiere, cioè società che esistevano esclusivamente sulla carta e non produceva altro che carta. Nel caso specifico le fatture in favore delle aziende richiedenti, che le utilizzavano poi per scaricarle dai costi e ridurre dunque il proprio carico fiscale. In questa situazione si sarebbe trovata anche Eutelia, che avrebbe utilizzato falsa documentazione per frodare le tasse.

Sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, il denaro con cui venivano pagate le fatture finiva, dopo qualche giro puramente fittizio attraverso finanziarie di paradisi fiscali, nelle filiali delle banche svizzere. Chi aveva bisogno di riportare parte del denaro in Italia poteva contare sui servizi degli spalloni messi a disposizione dall’organizzazione, emissari che attraversavano il confine con i soldi in contanti e in nero. Per quanto riguarda la società aretina, gli esercisi interessanti sarebbero quelli degli anni 2005 e 2006. Inutile dire che Angiolo Landi nega tutto: "Ipotesi senza fondamento, noi ed Euelia non c’entriamo".

Fonte: La Nazione


9 giugno

Questi servi non hanno neanche un minimo di dignità!

I dipendenti di EUTELIA non appoggiano la manifestazione del 17 giugno
RSU Cisl-Cgil-Uil Eutelia “Eutelia e Agile: due realtà  e due aziende diverse”

Un comunicato sindacale unitario a firma di  FIM CISL, FIOM-CGIL,UILM-UIL, datato 4 giugno u.s., nell’annunciare una manifestazione a P.zza Montecitorio per il 17 giugno p.v., titola:

“Vertenza Agile/Eutelia: ora che Agile ed Eutelia sono commissariate bisogna agire in fretta”. Nel corpo del comunicato vengono ugualmente citati, assieme a quelli di Agile, i dipendenti Eutelia.

Le RSU di CISL, CGIL e UIL di Eutelia vogliono chiarire e comunicare che non sono stati assolutamente coinvolti nell’organizzazione della manifestazione e nella stesura del documento e che loro e I DIPENDENTI DI EUTELIA NON appoggiano la manifestazione organizzata e NON parteciperanno alla stessa, in quanto Agile ed Eutelia sono due realtà e due aziende completamente distinte.

Le RSU di CISL, CGIL e UIL di Eutelia chiedono inoltre a FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL di porre maggiore attenzione nelle prossime comunicazioni che realizzeranno perché non si possano più confondere le due realtà.

Fonte: InformArezzo


8 giugno

Ecco un settore dove la crisi non c'è!!!!! Far fallire società!!! E che nomi compaiono?

Le "scatole cinesi" dei call center Un nuovo misterioso fallimento
di VALENTINA CONTE

Un'altra brutta storia di call center che chiudono e poi riaprono, in altre forme e asciugati di personale, liquidazioni, debiti. In questi giorni i 415 dipendenti della Best Contact Lazio (Bcl) si rigirano sconcertati tra le mani la lettera di licenziamento "per cessazione attività produttiva a Roma a seguito di perdita totale delle commesse". È firmata dal direttore generale Simona Guarino che negli stessi giorni si è adoperata nella compilazione di una discussa lista di 220 lavoratori. Sono i fortunati, tra i 415, riassorbiti da Call&Call, un altro call center che ha aperto da poco una sede nuova di zecca proprio a 200 metri dalla Bcl. Chi non è nella lista è fuori. E quindi in mobilità, fino a dicembre, con l'80% dello stipendio, per lo più non superiore ai mille euro.

Cosa fanno i call center

Gli ex dipendenti del call center sono sotto choc e preparano una denuncia in Procura. Troppi i punti oscuri. "In meno di 20 giorni abbiamo scoperto di non avere commesse e di aver perso il lavoro", raccontano esterrefatti. Ma le commesse, dicono, non sono diminuite: sono transitate quasi tutte alla Call&Call. Si parla di CartaSì, Banca Fideuram, Ucifin del gruppo UniCredit, Finemiro del gruppo Intesa SanPaolo, Bnl, Ace, Mediaset e altre, cioè il cuore della Bcl, specializzata nell'assistenza ai clienti di società del settore bancario e finanziario. E poi la lista: con quali criteri è stata compilata? "Simpatie e parentele", ripetono. Terzo elemento di denuncia: la liberatoria imposta ai 220 fortunati, fatta firmare in azienda e non in sede sindacale, con cui i ripescati rinunciano a qualsiasi rivalsa legale nei confronti delle aziende committenti e in particolare di CartaSì. Alcuni lavoratori sono in causa da anni con CartaSì, firmataria di un accordo con i sindacati nel 2004 che la impegnava ad assumere dalla Bcl i lavoratori in appalto. Su 415 persone, quasi 200 si occupavano ogni giorno dei clienti della carta di credito.

Ma c'è di più. Fino ad otto mesi fa e per cinque anni, Bcl si chiamava Banking&Financial Services (Bfs), direttore Giampaolo Gualla e ad Mauro Lancellotti, lo stesso ad di Omnia Service Center, altro call center fallito e ubicato nello stesso palazzo della Bfs, in via Staderini 93 (Tor Tre Teste). Nell'autunno 2009 il 75% della Bfs viene ceduto senza spiegazioni ("Lancellotti si è stancato dell'attività", avrebbe riferito la Guarino ai lavoratori), al gruppo Omega, il killer dei call center, la scatola finanziaria specializzata nell'inglobare società e portarle al fallimento, quello che ha acquisito Agile da Eutelia a un euro un anno fa e poi ha licenziato mille lavoratori. Ebbene, il meccanismo si ripete: Omega acquista Bfs e le cambia nome due volte, prima Gilla e poi Best Contact Lazio, e secondo i lavoratori "svuota le casse anche aumentando i costi (negli ultimi mesi sono state fatte decine di assunzioni a tempo indeterminato) e poi dichiara la liquidazione e il passaggio a Call&Call", società dell'imprenditore Umberto Costamagna che pochi mesi fa ha salvato un altro call center, quello delle mamme di Pistoia, sempre del gruppo Omega e sempre in fallimento. Risultato: i lavoratori di Bcl perdono, assieme al posto di lavoro, tutti i diritti acquisiti: scatti di anzianità, ferie, Tfr e gli stipendi degli ultimi due mesi.

Fonte: La Repubblica

 

Assemblea alle ore 10.00 presso la sede del Piero della Francesca in c.so Svizzera 185.


3 giugno

Commissari Eutelia: due strade per vedere la luce

Cessione o risanamento. La montagna di debiti da scalare e la carta da giocare: l'asset dei cavi
di Salvatore Mannino e Sergio Rossi


Arezzo, 3 giugno 2010 - La camicia di nesso dei debiti ha imprigionato Eutelia e ha portato il tribunale civile a imporre l’amministrazione straordinaria. La domanda, a questo punto, è cosa potrà succedere per l’azienda una volta colosso delle tlc e soprattutto per i quattrocento dipendenti che si portano appresso i destini di altrettante famiglie. I debiti c’erano, ci sono e ci saranno anche domani. La strada per i tre commissari nominati dal tribunale (Daniela Saitta, Francesca Pace e Gianluca Vidal) rimane dunque impervia come lo era per Leonardo Pizzichi e per il cda decaduti dietro sentenza. I commissari hanno davanti due strade: la cessione o il risanamento di Eutelia. Per la prima strada il limite temporale è indicato dalla legge in un anno che può raddoppiare se la via scelta sarà la seconda.

Diventa dunque decisivo lo snodo dei primi trenta giorni che si apre non appena, già oggi, dovranno essere portati in tribunale i libri contabili dell’azienda di via Calamandrei, insieme al bilancio, ai libri fiscali e all’elenco dei creditori (che hanno tempo un mese per farsi avanti). Trenta giorni nei quali i commissari dovranno esplorare tutte le voci di bilancio, verificare i conti, chiarire in via definitiva quali siano in sostanza le condizioni reali dell’azienda, segnalare eventuali anomalie, con tanto di certificazione del tribunale. L’eventuale acquirente avrà a quel punto il quadro certo di cosa va ad acquistare anche se, a onor del vero, va detto che già Pizzichi aveva messo tutto a completa disposizione della squadra di manager interessata all’ingresso.

Se non ci sarà acquirente, diventerà obbligata la scalata della montagna del risanamento, prevedibilmente con una nuova rinegoziazione dei debiti con l’Agenzia delle Entrate, le banche creditrici, i fornitori. Al termine dell’operazione, ovviamente in caso di esito positivo, l’azienda in capo ai due anni, una volta cessato il lavoro dei commissari, tornerebbe nelle mani del consiglio di amministrazione decaduto martedì scorso.

Il debito appunto. Le cifre sono note: 120 milioni con il fisco, 50 di esposizioni con le banche, 35 milioni di residui passivi della gestione del ramo informatico, più una perdita di esercizio di 59,9 milioni con un capitale ridotto a 7 milioni dopo l’abbattimento da 34 per coprire il rosso di bilancio. E inoltre, il tribunale di Roma ha stabilito che andranno a ricadere su Eutelia i debiti in solido di Agile se quest’ultima società non dovesse riuscire a fronteggiarli.

Come ben si evince è una situazione da far tremare i polsi e davanti alla quale il tribunale ha deciso di procedere con l’amministrazione controllata, meccanismo che tutela molto di più i dipendenti rispetto al fallimento. Allo stesso tempo, ed è questo il tasto su cui Pizzichi batteva di più, Eutelia rimane un’azienda ad alta potenzialità reddituale, con l’asset dei cavi ritenuto ancora un boccone ghiotto, tale da farla tornare competitiva sui mercati. Tutto vero se non fosse per un macigno debitorio di 200 milioni che ha costretto anche negli ultimi mesi l’azienda a spendere ogni mese molto di più di quanto incassava.

Fonte: La Nazione

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Eutelia commissariata. E ora?


L’azienda toscana di telecomunicazioni posta sotto amministrazione controllata per insolvenza. Gli effetti immediati, i commenti, gli scenari
di Marco Tennyson


E alla fine il commissariamento è arrivato. Dopo l’ex braccio IT Agile, anche Eutelia  è stata posta sotto amministrazione controllata.

A seguito infatti del ricorso del pubblico ministero Roberto Rossi, il Tribunale di Arezzo ha dichiarato lo stato di insolvenza di Eutelia e nominato immediatamente tre commissari giudiziali: Daniela Saitta, Francesca Pace e Gianluca Vidal (le due donne sono anche i commissari di Agile). Il commissariamento segue di pochi giorni la notifica del sequestro conservativo dell’azienda di tlc di Arezzo in relazione a irregolarità fiscali.

Il controllo di gestione dell’intera galassia Eutelia è quindi oggi a tutti gli effetti affidato a custodi giudiziali che dovranno trovare al più presto soluzioni per tutelare gli interessi dei lavoratori e dei creditori.

Cosa è dunque lecito aspettarsi?

Tanto per cominciare, un primo effetto il commissariamento lo ha già avuto: Borsa Italiana ha disposto la sospensione a tempo indeterminato dalle contrattazioni delle azioni di Eutelia. L’organo di gestione del mercato borsistico italiano ha motivato la decisione parlando di impossibilità di prevedere con esattezza l’evoluzione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale della società, “tale da non garantire il normale andamento delle negoziazioni”.

Il comunicato di Borsa Italiana, che ha seguito di poche ore quello della notifica del commissariamento, è arrivato dopo che nell’ultima giornata di contrattazioni a Piazza Affari il titolo di Eutelia aveva fatto registrare un beffardo rialzo del 41%.

Ma già nelle ultime giornate il titolo della compagine di telecomunicazioni toscana aveva mostrato segni di ripresa, alimentando una serie di voci. La più accreditata dagli analisti quella che vedrebbe molto interessata a rilevare gli asset di Eutelia una cordata di imprenditori guidata dall’advisor Gilberto Gabrielli, esperto nel recupero di società vicine al fallimento.

Della cordata avevamo già parlato a inizio maggio, ma negli ultimi giorni l’ipotesi è stata sbandierata anche dallo stesso presidente di Eutelia, Leonardo Pizzichi. Lo stesso Pizzichi aveva però anche precisato che se la società fosse stata commissariata l’interesse degli investitori avrebbe potuto subire un duro contraccolpo…

Proprio queste dichiarazioni avevano portato la Cgil ad affermare che commissariare l’azienda avrebbe anche potuto interrompere un meccanismo positivo innescato dalla nuova dirigenza. “Eutelia, con la fuoriuscita della famiglia Landi dal CdA, è nelle condizioni di recuperare quella trasparenza che fino ad oggi è mancata. Noi pensiamo che la dichiarazione di insolvenza e l’amministrazione straordinaria possano servire per salvare l’occupazione, ma ci sono anche esempi di scuola eccellenti che dimostrano il contrario”.

Ma a parte questo timore, subito dopo la notizia del commissariamento di Eutelia, la Fiom Cgil ha emesso un comunicato in cui, oltre ad annullare la manifestazione prevista oggi ad Arezzo davanti al tribunale, sottolinea che “finalmente le richieste dei lavoratori e delle OO.SS, che si sono da sempre battute per smascherare gli illeciti intenti che hanno da anni animato l’operato di chi ha gestito l’azienda, hanno trovato soddisfazione. Ora bisogna andare sino in fondo per quanto riguarda le implicazioni legali e tornare a dare, per quanto riguarda l’attività lavorativa, prospettive occupazionali per il futuro a tutti i lavoratori, compreso il settore IT costituito dalla falsa cessione di ramo d’azienda di Agile”.

Quel che è certo è che tutte le parti sociali (Cgil, Cisl e Uil) e i lavoratori ora chiedono che vengano subito prese in esame almeno due questioni urgenti: un nuovo management per l’azienda e un piano di rateizzazione per il pagamento di alcune partite debitorie. E auspicano che si lavori in modo da non cedere gli asset strategici, in primis la fibra ottica.

Secondo le parti sociali, Eutelia può avere un piano industriale che garantisca un futuro. Primo, perché dentro la società sono presenti competenze e professionalità in grado di garantire sviluppi tecnologici importanti. Secondo, perché i conti stanno leggermente migliorando e anche sul piano debitorio sono più contenuti del passato. I sindacati però ammettono che da sola la società non può farcela e che servono aiuti e coperture finanziarie per ripartire. Questo potrebbe riaprire le porte a investitori esterni, salvo che questi non intendano andare a mettere le mani proprio sulla parte core, ovvero la rete in fibra, dell’azienda. Insomma, i commissari hanno in fondo due scelte: risanare (cosa gradita alle parti sociali) o cedere.

Parlando di professionalità interne, è bene ricordare che in Eutelia e soprattutto in Agile operano lavoratori che hanno contribuito alla storia recente dell’information and communication technology italiana. Eutelia era infatti entrata nel mercato IT nel 2006 con le acquisizioni delle filiali italiane della società olandese di servizi IT Getronics e successivamente della francese Bull. Getronics a sua volta aveva acquisito nel 1998 Olivetti Solutions (Wang Global) e nel 1999 Olivetti Ricerca.

Gli stessi lavoratori oggi sul loro blog scrivono: “ Questa [la notizia del commissariamento di Eutelia, ndr] per noi lavoratori di Agile, espulsi dal mondo del lavoro proprio grazie all’Eutelia dei Landi, è una notizia di portata storica”.

E speriamo che la storia continui, ma fuori dalle aule giudiziarie.

Fonte: Computerworld

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ore 9.30 presidio di fronte alla sede RAI di via verdi insieme ai lavoratori della Engineering.it e di altre realtà. Partecipiamo numerosi e rumorosi!!
Seguirà assemblea in sede alla fine del presidio.


1 giugno

Eutelia, Tribunale di Arezzo dichiara lo stato di insolvenza

(Teleborsa) - Roma, 1 giu - Eutelia comunica che, a seguito di ricorso del Pubblico Ministero, il Tribunale di Arezzo in data odierna ha dichiarato lo stato di insolvenza di Eutelia Spa con nomina dei commissari giudiziali nelle persone della Prof.ssa Daniela Saitta, dell'Avv. Francesca Pace e del Dott. Gianluca Vidal. La Società si riserva di fornire ulteriori informazioni, una volta acquisita la sentenza in forma integrale.

Fonte: Repubblica

 

 SOSTEGNO AL PRESIDIO DEI  LAVORATORI AGILE
ex EUTELIA DI TORINO

Conto corrente intestato a
Cassetta Giuliana e Mairone Paolo

Banca Nazionale del Lavoro

Agenzia 8 TORINO

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IT26 R010 0501 0080 0000 0011 242

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