Marzo 2010

 

31 marzo

Il tribunale fallimentare di Roma ha rinviato la decisione definitiva al 7 aprile.

 

I documenti presentati all'udienza del 31 marzo 2010.

Il concordato, la memoria dei nostri avvocati.

 

Vertenza Agile ex Eutelia, nuovo rinvio. Botta e risposta dipendenti-Mps

Il giudice del tribunale fallimentare di Roma ha disposto oggi un nuovo rinvio per la vertenza dei lavoratori Agile ex-Eutelia. Il rinvio al 7 aprile si è reso necessario perché la proprietà, attraverso i suoi legali, ha proposto in qualità di garante della fidejussione (necessaria all’ammissione al concordato preventivo) il nome di una società già inquisita, la Cofiart, una società cooperativa con sede legale in Sicilia, ad Agrigento. I legali della società, interrogati inmerito alla vicenda, si sono detti all’oscuro del passato della Cofiart. Giovedì 1 aprile, alle 14, è prevista un’assemblea dei lavoratori delle sedi di Torino e di Ivrea, in corso Svizzera 185 a Torino.Martedì intanto la Monte dei Paschi di Siena, accusata dai dipendenti Agile di essere coinvolta direttamente nelle nomine dei vertici di Euteliadopo l’ingresso di Leonardo Pizzichi, all’epoca membro del collegio sindacale Mps, ai piani alti dell’azienda aretina – si è difesa per bocca del suo presidente Giuseppe Mussari: “Mps non ha mai avuto, non ha, e non avrà in futuro, niente a che fare con Eutelia. Lo abbiamo detto piu’ volte e lo ribadiamo oggi”. Mussari è intervenuto nel corso dell’assemblea ordinaria dei soci che ha votato la nomina di Serpi, gia’ subentrata nella sua qualità di supplente a Pizzichi, dimessosi il 16 novembre 2009 (proprio per evitare strumentalizzazioni e slegare Mps dalla sua autonoma scelta di entrare in Eutelia).A stretto giro di posta, la risposta di Marco Tracinà, uno dei dipendenti torinesi in lotta: “Nelle dichiarazioni di Mussari c’è un’imprecisione evidente: nel dicembre del 2007 Monte dei Paschi acquistò il 2,283% di Eutelia a cifre che definir sospette è eufemistico tanto apparivano gonfiate. Non è un’illazione, è una notizia tratta dal sito della Consob nell’area partecipazioni rilevanti delle società quotate; era il 13 dicembre e le quotazioni apparivano sospette considerando che prima dell’acquisto il titolo capitalizzava 235 milioni di euro mentre immediatamente dopo ne capitalizzava appena 110. Tradotto per chi fosse poco pratico: questa strana operazione del Monte dei Paschi produsse per lo stesso istituto una perdita di circa 3 milioni di euro. Se Eutelia avesse recuperato anche il 100% del suo valore, Monte dei Paschi non sarebbe riuscita comunque a ripianare le perdite. Aggravante: nel corso del 2007, di queste operazioni Monte dei Paschi ne realizzò diverse altre (si veda alla voce Enel, Sorgenia, primo operatore privato nel mercato nazionale dell’energia elettrica e del gas naturale, Mediobanca e Antonveneta)”.

“E’ ragionevole il sospetto – ha affermato Tracinà – che l’ormai prossima conclusione di questa vicenda vedrà il Monte dei Paschi rientrato delle sue esposizioni finanziarie verso Eutelia, Eutelia (o la scatola vuota che diventerà) estranea a qualsiasi coinvolgimento e quindi non perseguibile dai lavoratori ingiustamente licenziati e Mediaset, la principale società appartenente alla famiglia dell’attuale presidente del Consiglio, finalmente proprietaria di quei tantissimi km di fibra ottica necessari ai suoi programmi futuri. Un’asset proprietario e fondamentale ottenuto senza sborsare nemmeno un centesimo”.


30 marzo

Mentire impunemente sapendo di mentire

In merito alla vicenda Eutelia-Montepaschi-Mediaset, il dottor Mussari, presidente del Monte dei Paschi, mente sapendo di mentire. E soprattutto, grazie alle leggi vigenti in quello strampalato Paese che è diventata l'Italia, mente consapevole della sua impunità.

Attraverso l'articolo pubblicato sulle pagine aretine de LaNazione (che riporto in calce integralmente, invece di indicarne soltanto il collegamento, per timore che il contenuto sparisca accidentalmente dai server), il dottor Mussari dichiara l'estraneità della sua Società alle vicende di Eutelia, la compagnia telefonica che da tempo si trova al centro di numerose indagini giudiziarie e che durante tutto lo scorso decennio, acquistandole, demolì alcune delle principali compagnie telefoniche alternative alla Telecom.

"Banca Monte dei Paschi di Siena - dice Mussari nell'articolo - non ha mai avuto, non ha, e non avrà in futuro, niente a che fare con Eutelia. Lo abbiamo detto piu’ volte e lo ribadiamo oggi". In questa dichiarazione, c'è una imprecisione evidente: nel dicembre del 2007 Monte dei Paschi acquistò il 2,283% di Eutelia a cifre che definir sospette è eufemistico tanto apparivano gonfiate. Non è un'illazione, è una notizia tratta dal sito della Consob nell'area "partecipazioni rilevanti delle società quotate"; era il 13 dicembre e le quotazioni apparivano sospette considerando che prima dell'acquisto il titolo capitalizzava 235 milioni di euro mentre immediatamente dopo ne capitalizzava appena 110. Tradotto per chi fosse poco pratico: questa strana operazione del Monte dei Paschi produsse per lo stesso Istituto una perdita di circa 3 milioni di Euro. Se Eutelia avesse recuperato anche il 100% del suo valore, Monte dei Paschi non sarebbe riuscita comunque a ripianare le perdite. Aggravante: nel corso del 2007, di queste operazioni Monte dei Paschi ne realizzò diverse altre (si veda alla voce Enel, Sorgenia, primo operatore privato nel mercato nazionale dell'energia elettrica e del gas naturale, Mediobanca e Antonveneta).

Non è dato a sapere se l'egregio Dottor Mussari, dichiarando quanto ha reso alle pagine de LaNazione, avrà avuto per farlo una sola buona ragione oppure 30 milioni di ragioni, l'esatto ammontare del debito della società aretina nei confronti dell'Istituto da lui presieduto, ma è  ragionevole il sospetto che l'ormai prossima conclusione di questa vicenda vedrà il Monte dei Paschi rientrato delle sue esposizioni finanziarie verso Eutelia, Eutelia (o la scatola vuota che diventerà) estranea a qualsiasi coinvolgimento e quindi non perseguibile dai lavoratori ingiustamente licenziati e Mediaset, la principale società appartenente alla famiglia dell'attuale Presidente del Consiglio, finalmente proprietaria di quei tantissimi Km di fibra ottica necessari ai suoi programmi futuri. Un'asset proprietario e fondamentale ottenuto senza sborsare nemmeno un centesimo.

Rimane un solo problema che nessuno sembra volere risolvere: all'appello del Governo continueranno a mancare i 2000 posti di lavoro dei dipendenti ex-Eutelia, società nel cui assetto il Monte dei Paschi, allora come oggi presieduto da Giuseppe Mussari, ha detenuto una partecipazione rilevante.

Marco T.

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Mps prende le distanze ‘Estranei alla vicenda Eutelia’
Lo dice Mussari. La sostituzione di Leonardo Pizzichi

Arezzo, 30 marzo 2010 - Il Monte dei Paschi prende di nuovo le distanze dalla vicenda Eutelia e lo fa in modo definitivo. Insomma, una pietra sopra alle illazioni che si erano moltiplicate dopo l’ingresso di Leonardo Pizzichi, all’epoca membro del collegio sindacale Mps, ai piani alti dell’azienda aretina della quale ha assunto la carica di presidente. L’occasione della nuova puntualizzazione è arrivata con la nomina di Laura Serpi a membro del collegio sindacale, con la qualifica di sindaco effettivo. E asignificare la netta presa di distanza è stato il presidente del Monte dei Paschi, Giuseppe Mussari.

"Banca Monte dei Paschi di Siena — ha detto Mussari — non ha mai avuto, non ha, e non avrà in futuro, niente a che fare con Eutelia. Lo abbiamo detto piu’ volte e lo ribadiamo oggi". Mussari è intervenuto nel corso dell’assemblea ordinaria dei soci che ha votato la nomina di Serpi, gia’ subentrata nella sua qualità di supplente a Pizzichi dimessosi il 16 novembre 2009, e quella di Francesco Bonelli come sindaco supplente.  Leonardo Pizzichi si era dimesso dal collegio sindacale proprio per evitare strumentalizzazioni e slegare Mps dalla sua autonoma scelta di entrare in Eutelia. La crisi dell’azienda di telecomunicazioni di via Piero Calamandrei, aveva in qualche modo chiamato in causa anche Mps, accusata dai dipendenti che lottavano per il posto di lavoro, di essere coinvolta direttamente nelle nomine dei vertici di Eutelia, un’azienda quest’ultima precipitata anche nel vortice di un’indagine giudiziaria attraverso suoi esponenti di primo piano, alcuni dei quali appartenenti alla famiglia Landi.

"La banca Monte dei Paschi — ha aggiunto Mussari — è stata uno dei finanziatori, non il principale, di Eutelia ma non ha mai detenuto azioni e non ha mai determinato niente a proposito dei vertici di Eutelia stessa. Certo l’accostamento della banca a quest’azienda non ci ha fatto bene, come la presenza del sindaco di Mps titolo personale, negli organi di governo. Ma davvero noi non c’entriamo niente". Si chiude dunque anche questo capitolo, peraltro mai aperto. Pur se il gruppo aretino delle telecomunicazione e il suo presidente Pizzichi sono alle prese, nella fase attuale, con ben altri problemi.

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SCANDALO EUTELIA, CLASS ACTION CONTRO CESSIONE ILLEGALE

È attorno alla figura di Samuele Landi che si continua a parlare di scandalo Eutelia. Dopo aver siglato l’accordo per la cessione delle attività IT, di competenza del ramo Agile, ad Omega, il ricco fondatore della Eutelia non può certo lamentarsi dell’andamento degli affari. Con la vendita di Agile (e dei suoi debiti), la Eutelia torna ad occuparsi esclusivamente del settore delle telecomunicazioni giovando dei 54 milioni di euro di liquidazioni in meno che andavano ad appesantire notevolmente bilanci e stipendi da pagare.

Ma l’Antifatto, il blog de Il Fatto Quotidiano, spiega che le acque non sono poi così calme come potrebbero apparire. C’è una contromossa in atto - spiega il quotidiano - e i 1192 impiegati ceduti da Agile contano sulla ricchezza della famiglia Landi per rivalersi sui loro beni ed ottenere il risarcimento dei danni subiti. La maggior parte dei lavoratori che contava sul posto fisso, avendo stipulato un contratto a tempo indeterminato, si è ritrovata infatti: “in mano a questi disgraziati di Omega che si sono intascati le commesse senza pagarci gli stipendi”, spiega Mario dal presidio permanente dello stabilimento di Roma. Ecco spiegato il motivo della class action, ovvero la causa collettiva intrapresa dai lavoratori contro i responsabili di una cessione che appare sempre meno conforme alla legge.

Secondo le tesi del legale Emiliano Varanini è proprio la cessione del ramo IT da Eutelia ad Agile ad essere illecita. “Non si può cedere un ramo d’azienda se questo non è economicamente autonomo: deve poter sopravvivere dopo la cessione, e Agile non ne era in grado. Poi è mancata “l’alterità” tra chi ha comprato e venduto: Eutelia (prima di regalare Agile a Omega), l’ha separata dalla società madre solo formalmente, ma i proprietari sono rimasti gli stessi: il presidente era sempre Samuele Landi che con una mano vendeva e con l’altra comprava. Infine, un ramo d’azienda (prima di essere ceduto) dev’essere identificabile, attivo, già esistente. Agile invece è stato il frutto di un taglia e cuci per l’occasione: Eutelia ha raccolto tutto ciò di cui voleva disfarsi (lavoratori, tfr, debiti), l’ha infilato in Agile e l’ha battezzato “Ramo information technology”.”, sancisce l’Antifatto.

Nel frattempo vengono rinviati a giudizio 15 indagati tra cui sei componenti della famiglia Landi, mentre si parla persino di reati ipotizzati tra cui associazione a delinquere, appropriazione indebita, falso bilancio e frode fiscale. Una bella conquista per i dipendenti che, con la class action, sembrano aver intrapreso un’abile contromossa.

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EUTELIA: CDA RINVIA ESAME CONTI; POSSIBILE AUMENTO DI CAPITALE

(AGI) - Roma, 30 mar. - Il consiglio di amministrazione di Eutelia Spa ha deliberato il rinvio dell’esame e dell’approvazione della relazione finanziaria annuale, comprendente il progetto di bilancio di esercizio nonche’ il bilancio consolidato e la relazione sulla gestione al 31 dicembre 2009, per poter procedere all’abbattimento del capitale per perdite ed alla ricostituzione dello stesso. Infatti, si legge in una nota della societa’, emerge - sulla base dei primi dati provvisori relativi all’esercizio 2009 - la concreta possibilita’ di una perdita rilevante ai sensi dell’art. 2446 cod. Civ.. Il cda ha quindi deciso di riconvocarsi il prossimo 12 aprile ai fini dell’approvazione del progetto di bilancio e del bilancio consolidato relativi all’esercizio 2009 e di convocare l’assemblea straordinaria dei soci (29/30 aprile) per deliberare:

1) parte ordinaria - bilancio di esercizio e Bilancio consolidato 2009; provvedimenti conseguenti alla cessazione di due amministratori ed eventuale integrazione del consiglio di amministrazione previa determinazione del numero dei suoi componenti.

2) parte straordinaria - esame della situazione patrimoniale della aocieta’ ai sensi dell’art. 2446 del codice civile e opportuni provvedimenti ai fini della copertura delle perdite anche mediante riduzione del capitale sociale; proposta di attribuzione al consiglio di amministrazione della facolta’ di aumentare a pagamento il capitale sociale per un importo massimo di 50 mln di euro mediante emissione di azioni ordinarie.

Nella nota si motiva la decisione del rinvio annunciando tre fatti che hanno determinato la deliberazione del cda di Eutelia: A) la societa’ ha ricevuto una “istanza di autorizzazione all’adozione di misura cautelari, presentata dalla Direzione Regionale delle Entrate della Toscana al Presidente delle Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, in relazione ad irregolarita’ fiscali, per un importo complessivo di 12 mln di euro; B) che e’ prossima la definizione del procedimento pendente al Tribunale di Roma, sezione fallimentare riguardante la societa’ Agile srl, cessionaria del ramo IT, che potrebbe stabilire l’applicazione del provvedimento di amministrazione straordinaria della stessa; C) che tali eventi potrebbero avere effetti atti ad influenzare in modo significativo i dati economici e patrimoniali della societa’. (AGI) Red


26 marzo

AGILE (EX EUTELIA): LA REGIONE ANTICIPA LA CASSA INTEGRAZIONE

Incontro fra l'assessore e i sindacati. L'ammortizzatore è comunque stato concesso a partire da febbraio.

FIRENZE - L'assessore all'istruzione, formazione e lavoro ha incontrato le organizzazioni sindacali per fare il punto sulla situazione della Agile.
I sindacati hanno informato del fatto che a partire dal 16 febbraio scorso è stata avviata la procedura per assicurare la cassa integrazione ai dipendenti de gruppo che a livello nazionale sono circa 1089, di cui 33 in Toscana.
Alla Regione le organizzazioni sindacali hanno chiesto di poter utilizzare il fondo per l'anticipo della cassa, per sostenere il reddito dei lavoratori in attesa dell'erogazione che, di solito, non è immediata.
L'assessore ha garantito che ciò sarà possibile e ha assicurato che, non appena le richieste saranno formalizzate, sarà cura dell'assessorato sollecitare Fidi Toscana in modo da rispondere in tempi brevi e in maniera positiva alla richiesta.
Nel corso dell'incontro sindacati e Regione si sono dati appuntamento a dopo l'udienza sul concordato preventivo. A quel punto verranno messi in calendario nuovi incontri per fare il punto della situazione.


19 marzo

Conferenza stampa della Federazione della Sinistra, con Paolo Ferrero, Vincenzo Chieppa, Juri Bossuto e Massimiliano Barbieri alle ore 15.


16 marzo

San Marino. Per Punto Shop compare Omega

[San Marino] CRONACA - Francesca Biliotti di Corriere Romagna San Marino scrive: la società “Omega si presenterà in Tribunale il 23 marzo per far accettare la sua proposta di concordato ai creditori della Puntoshop ”, l’azienda sammarinese al centro di un complicato processo di rinnovamento e con debiti verso lo Stato di San Marino di 2 milioni di euro.
La società Omega, “assuntore del concordato ”, è impelagata a quanto pare a sua volta in un rapporto con la società Eutelia (oggi Agile) coinvolta in una complessa indagine italiana ricostruita in parte da Roberto Galullo di IlSole24Ore.
Scrive la Biliotti: “Eutelia aveva ceduto a una società, chiamata Omega, le proprie attività industriali nell’ambito dell’information technology.
La cessione è avvenuta attraverso la vendita a Omega del 100% della propria controllata Agile Srl, società alla quale erano state in precedenza trasferite le attività di information technology di Eutelia”.


Nella ricostruzione di Roberto Galullo, citata precedentemente, si può leggere:

IL MISTERO OMEGA

Solo un inciso: nella richiesta di rogatoria bis si legge che la Procura di Forlì vorrebbe anche acquisire in copia o sequestrare la documentazione integrale relativa a ogni tipo di rapporto bancario, finanziario e fiduciario intrattenuto con la Crrsm spa e con la Carifin sa di “tale OMEGA”, nel periodo dal 1.11.2004 al 5.5.2009.

Scrive proprio così: “tale OMEGA” e non “tal Omega”, lasciando presupporre che si tratti di una prsona giuridica e non fisica. Di più non dice e, per quel che conta, la richiesta non è rubricata accanto all’analoga richiesta fatta per Landi ed Eutelia.

Ma perché lo scrivo? Perché Eutelia – se non mi sono perso qualche passaggio di questa incredibile vicenda – ha ceduto a una società che si chiama “Omega” le proprie attività industriali nell’ambito dell’information technology. La cessione è avvenuta (ripeto: se non mi sono perso qualche passaggio e in tal caso chiedo a chi ne sa di più di correggermi) attraverso la vendita a Omega SpA del 100% della propria controllata Agile Srl, società alla quale erano state in precedenza trasferite le attività IT di Eutelia.

Perdersi in questa vicenda è facilissimo: leggo a esempio che il 18 gennaio 2010 il Tribunale di Roma avrebbe congelato la cessione del ramo aziendale da Eutelia ad Agile.

Strano, comunque stiano le cose, un particolare. Sul Corriere della Sera del 9 ottobre 2009 il collega Filippo Astone scriveva che “…Omega, a sua volta è posseduta da Matrix, una piccola società romana (880 mila euro di fatturato, 112 mila di capitale sociale) che stando alle visure camerali risulta essere di proprietà dell' ex ad Pio Piccini (85%) e della misteriosa finanziaria sanmarinese Fin Project (15%). L' ipotesi che le Rsu di Agile temono è che, fondendo Omega e Agile, si vogliano scaricare i debiti della prima sulla seconda, finanziando l' intera partita con le attività ordinarie di Agile stessa, che prima del conferimento di Eutelia vantava clienti come i Comuni di Roma e Milano, la Banca d' Italia, il Cedacri, la Camera dei deputati”.

Dunque quanto meno un collegamento tra questa Omega, Eutelia, San Marino e Landi, esisterebbe.

Repubblica, invece, il 18 febbraio, nelle pagine di economia riempie altre lacune della mia macroscopica ignoranza. “Il 16 febbraio – leggo su Repubblica online - il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e il pm Sergio Spadaro hanno chiesto al tribunale il fallimento della società Libeccio. Si tratta della holding che controlla il gruppo Omega, quello che negli ultimi otto mesi ha rilevato le attività It di Eutelia, tramite Agile, e un'altra quindicina di società in difficoltà tra cui quelle del gruppo Phonemedia (12 call center in Italia ed altri in Argentina e Albania) e di Videoline 2. In tutte queste aziende, l'arrivo della gestione Omega ha avuto effetti micidiali per i lavoratori. Ai primi di ottobre all'Agile sono state avviate le procedure di licenziamento collettivo per quasi 1.200 persone.

Le operazioni che hanno portato alla cessione del ramo d'azienda Eutelia ad Agile-Omega e dei contact center Phonemedia ancora a Omega seguono le stesse, misteriose dinamiche già viste nell'affare tra Omnia Network e Voicity (via Alba Rental). Perché Omega si accolla debiti e spese di due gruppi in difficoltà, svolgendo sul mercato il ruolo dello "spazzino"? E chi c'è dietro i fondi inglesi che controllano la Libeccio e che gli stessi inquirenti ritengono scatole vuote intestate a prestanome di professione? Questi sono alcuni dei misteri per i quali i lavoratori chiedono risposte ai tribunali di mezza Italia, alle procure ed al governo”.

A questo punto sarà curioso capire se “tale OMEGA” di cui si legge nella rogatoria-bis e la società Omega che compare negli incroci societari riconducibili alla famiglia Landi, sono le stesse.

Il resto dell'articolo lo trovate qui.

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Ddl Cig/ Rgs: No norma Salva-lavoratori Agile. Copertura inidonea

Roma, 16 mar. (Apcom) - La norma del provvedimento sugli ammortizzatori sociali (approvato dalla commissione Lavoro della Camera) che punta a tutelare i lavoratori di imprese insolventi come quelli di Agile (ex Eutelia) ha un a copertura "inidonea". La Ragioneria generale dello Stato, in una nota depositata in commissione Bilancio alla Camera sul provvedimento che contiene anche il giudizio sull'allungamento dei tempi della Cig ordinaria, boccia la misura che è volta a pagare gli stipendi arretrati attraverso il fondo di garanzia presso l'Inps.

La norma stabilisce che ai lavoratori vengano corrisposte le somme per crediti di lavoro non erogati dalle imprese a condizione che l'insolvenza dell'impresa attenga ad almeno quattro mensilità. "Al riguardo - si legge - si fa prioritariamente presente che la modalità di copertura proposta è in ogni caso inidonea, in quanto i profili del saldo del fondo di garanzia presso l'Inps sono già scontati a legislazione vigente, nell'ambito della Gestione prestazioni temporanee dell'Inps, nel conto economico delle pubbliche amministrazioni".


15 marzo

Incontro presso il Ministero del Lavoro in via Fornovo a Roma. (lettera convocazione)(verbale incontro)


14 marzo

L'ex padrone di Phonemedia indagato per bancarotta

Fabrizio Cazzago, cinquantenne geometra di Novara, aveva iniziato negli anni '90 a gestire due negozi affiliati a Tim e poi sull'onda del boom del telemarketing si era trovato a gestire una dozzina di call center da Novara a Casalecchio di Reno, da Bari a Catanzaro fino a Trapani, passando per Pistoia, con 6.600 dipendenti fissi, fondi regionali per la formazione e fondi europei per la produzione di software per decine di milioni di euro.
Dopo aver lasciato, improvvisamente e dopo averlo smentito fino a un minuto prima, a un fantomatico gruppo Omega con sede a Londra nell'estate scorsa il gruppo Phonemedia, i lavoratori del gruppo da settembre non avevano più ricevuto un euro di stipendio, mentre contributi Inps e affitti dei locali dei call center non venivano pagati da un anno.
Per i lavoratori da Trino Vercellese a Trapani cominciava una lunga odissea di lotte fatte di blocchi stradali, notti in tenda in piazze, scioperi ed occupazioni delle sedi ma anche di sale di consigli comunali, presidi a Striscia e altro perchè la loro situazione era drammatica.
Infatti, essendo regolarmente dipendenti e lavoranti non potevano godere di ammortizzatori sociali come Cig, mobilità, prestiti per disoccupati e, addirittura, a Novara ai 600 lavoratori, prima di Natale,la caritas ha dovuto inviare un tir di alimenti.
Ora, Phonemedia è stata affidata ad un custode giudiziario che dovrà riferire entro la fine di marzo al tribunale che dovrà decidere tra il commissariamento o il concordato fallimentare mentre per i lavoratori dal 24 marzo dovrebbe partire, finalmente, la Cassa Integrazione.
La situazione è drammatica poichè pare che in cassa non ci sia un becco di un quattrino, nonostante gli ingenti finanziamenti pubblici e il pagamento di grossi clienti come le Regioni, Asl, Telecom Italia e Sky che hanno ritirato le loro commesse.
Cazzago, l'ex proprietario e amministratore delegato, ora è stato iscritto, dalla Procura della Repubblica di Novara, sede legale di Phonemedia, nel libro degli indagati per bancarotta fraudolenta, insieme al suo successore Claudio Marcello , che aveva gestito l'azienda dopo la vendita per conto di Omega, dimettendosi dopo qualche mese e che ha già nel suo passato vicende giudiziarie simili, con condanne penali.
Intanto il Pd ha presentato un disegno di legge perchè l'altro spezzone di attività di Omega, l'ex Eutelia IT, venga commissariata, precedendo l'intervento della magistratura, per salvare circa 1.300 posti di lavoro nell'informatica.


12 marzo

Sciopero generale CGIL, in piazza per 'Lavoro, Fisco e Cittadinanza'.
Lo sciopero sarà di 4 ore, tranne che TLC e Call Center che sciopereranno per 8 ore.
In concomitanza ci sarà anche lo sciopero della Scuola indetto da Confederazione Cobas e CUB.

Ritrovo in sede per le ore 8.45-9.00 per tutti quelli che intendono partecipare alla manifestazione che partirà da p.zza Arbarello alle ore 10.00. Per coloro che non possono passare in sede, il ritrovo è in p.zza Arbarello alla scalinata lato via Garibaldi.


10 marzo

Sciopero nazionale di 8 ore

con presidio in P.zza Montecitorio a Roma dalle ore 13.00

(comunicato)

(servizio TG3 nazionale sulla manifestazione)

(servizio TG3R Piemonte su Phonemedia e Agile)

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Phonemedia, un anno di cassa in deroga ma solo per i call center già commissariati

ROMA - I lavoratori dei call-center ex Phonemedia potranno beneficiare della cassa integrazione in deroga per la durata di un anno a partire dal 24 febbraio 2010. L'accordo è stato siglato in mattinata al ministero del Lavoro, ma riguarda solo 1.110 dei quasi 7mila operatori del gruppo ceduto a Omega e cioè quelli dei call center dipendenti dalla Raf spa, società per la quale il tribunale di Novara ha dichiarato lo stato di insolvenza, nominando un custode giudiziario-commissario: Trino Vercellese, Gaglianico (Biella), Ivrea e Novara (900 lavoratori in tutto), Monza (150) e Casalecchio di Reno (60).
L'accordo è stato firmato dall'avvocato milanese Francesco Di Mundo, "commissario" per le citate sedi Phonemedia-Raf, dai rappresentanti di Italia lavoro e dai dirigenti nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil.
Prevede l'erogazione di 12 mesi di cassa integrazione straordinaria in deroga fino al 23 febbraio 2011. "E' stata una giornata importante - ha commentato Emilio Miceli, segretario nazionale della Slc Cgil - ; era il primo obiettivo che ci eravamo posti e adesso si tratta di riportare il lavoro dentro quegli stabilimenti. Stiamo continuando in diversi tribunali d'Italia a chiedere il commissariamento delle altre società e contiamo nelle prossime settimane di poter completare il quadro che permetterà l'estromissione definitiva della vecchia proprietà, le protezioni sociali, il recupero al lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori".
Fondi statali e regionali Il finanziamento della cassa in deroga, in base all'intesa, sarà assicurato al 60% dal ministero ed al 40% dalle Regioni interessate (Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna). All'incontro romano si è parlato anche di ulteriori provvedimenti per il periodo che precede il 24 febbraio, ma per questi ci saranno probabilmente dei nuovi incontri. I lavoratori del gruppo,
ceduto durante l'estate da Phonemedia a Omega, non hanno più visto uno stipendio dopo quello di settembre e sono andati avanti per cinque mesi senza salario tra scioperi, occupazioni, assemblee permanenti e manifestazioni (un'altra è in programma per il 16 marzo a Vibo Valentia) che hanno portato in piazza i lavoratori da Trapani a Bari, da Catanzato a Pistoia e Trino Vercellese.
Il Sud in attesa Se i lavoratori del Nord tirano un sospiro di sollievo, per i loro colleghi dei call center del Sud le cose restano ancora in bilico. L'istanza di insolvenza e di commissariamento è stata presentata anche per le sedi di Vibo Valentia, Bitritto (Bari), Catanzaro e Trapani, dipendenti da diverse controllate Phonemedia. Il sindacato, unito a livello nazionale, sul territorio si è spaccato. In Puglia, ad esempio, Cisl e Uil in Puglia hanno sostenuto la richiesta fatta alla Regione dalla Multi media planet (società da cui dipendono Bitritto e Trapani) per l'attivazione della cassa integrazione in deroga. La Cgil, al contrario, ritiene necessario attendere le sentenze sul commissariamento (la prossima dovrebbe arrivare l'8 aprile dal tribunale di Vibo Valentia) ed escludere la vecchia gestione da ogni iniziativa futura. La Regione Puglia aspetterà le sentenze o eventuali intese nazionali col ministero.
La Finanza al lavoro Nelle sedi del Nord Italia "commissariate", su disposizione del Tribunale di Novara gli agenti della Guardia di finanza hanno iniziato a prelevare documentazione e registri contabili. Le acquisizioni hanno riguardato anche la sede amministrativa Pmc operations di Novara, dove sono anche stati chiusi i server. Anche il custode giudiziario ha iniziato il suo lavoro di verifica sulla liquidità rimasta in cassa e su crediti e debiti della Raf spa.


7 marzo

Eutelia e Omnia: vite parallele sotto il faro di Procure e Consob
di Fabio Pavesi

Da un parte ci sono migliaia di giovani che da mesi non vedono lo stipendio e corrono il rischio di non avere più un lavoro. È la "generazione mille euro", i ragazzi dei call center protagonisti da mesi di lotte e proteste in tutta Italia. Dall'altra ci sono due società quotate, Eutelia e Omnia Network – quest'ultima sospesa dalle contrattazioni da aprile del 2009 – da cui questi giovani provengono.
Ceduti, venduti, insieme a pezzi d'azienda trasmigrate a società che sono o fallite o in procinto di esserlo. Una storia pesante contrassegnata da inchieste di più Procure, bilanci bocciati dai revisori, un pressing asfissiante della Consob e strani passaggi di proprietà con plusvalenze tutte da verificare.
L'ultimo atto della vicenda è la richiesta di fallimento presentata dal procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e dal Pm Sergio Spadaro della società Libeccio. Libeccio è la holding che controlla il gruppo Omega, quello che ha rilevato a metà del 2009 le attività It di Eutelia, tramite Agile. La stessa Agile ha chiesto nei giorni scorsi il concordato preventivo e avviato le procedure di licenziamento per 1.200 persone. E non che dalle parti di Eutelia le cose vadano poi meglio.
A metà febbraio il pm della Procura di Arezzo, Roberto Rossi ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex ad di Eutelia, Samuele Landi e altri 14 persone per associazione a delinquere, appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale. Tra loro, sei componenti della famiglia Landi, i fondatori di Eutelia: il presidente onorario, Angiolo Landi, l'ex ad Samuele Landi, i fratelli Raimondo e Isacco, Sauro (figlio di Raimondo) e Alessandro. L'accusa parla di appropriazione indebita di 33 milioni di euro e di tre milioni di sterline e frode fiscale. Un tesoro che sarebbe stato stornato dai conti di Eutelia e dirottato in Svizzera.
Non che sui bilanci della società toscana, al di là della accuse della Procura di Arezzo, le cose fossero chiare. La Consob sta tallonando da oltre un anno e mezzo la società con continui richiami di informativa e i revisori di PriceWaterhouseCoopers hanno dichiarato di non potersi esprimere sulla conformità della relazione semestrale del 2009.
Un richiamo su cui non ha tardato a esprimersi anche la Consob che di recente ha bollato come non conforme lo stesso bilancio di metà anno di Eutelia. In particolare sotto tiro c'è hla modalità di contabilizzazione della cessione del ramo It ad Agile-Omega su cui Eutelia si è attribuita plusvalenze milionarie non giustificabili. E già perchè il meccanismo sembra perfetto: si cede a un soggetto un ramo d'azienda, si libera la società quotata del costo del lavoro e di parte dei debiti e si segnano in capo alla quotata anche delle plusvalenze. Due piccioni con una fava. E in fondo sembra lo stesso copione seguito anche da Omnia Network. A metà del 2009 la società cede le attività di call center sotto il cappello di Omnia service Center e altre due società a una srl, la Alba Rental, divenuta poi Voicity. Anche qui la società quotata si iscrive plusvalenze dalla vendita. E anche qui dopo pochi mesi cominciano sull'acquirente a fioccare i problemi tanto che la Procura di Milano chiede il fallimento per Omnia Service Center.
Quindi chi compra le attività, dopo pochi mesi imbocca la strada del fallimento, non prima di aver consentito alla società quotata, la Omnia Network di iscrivere laute plusvalenze dalla vendita, oltre che deconsolidare debiti. E anche in merito a quest'operazione la Consob ha chiesto charimenti. L'operazione ha consentito infatti a Omnia Network di realizzare una plusvalenza di ben 35 milioni e portare fuori dal bilancio debiti per 28 milioni. Peccato che l'acquirente dopo pochi mesi cominci a palesare serie difficoltà.
Ma ci sono anche personaggi che ruotano in modo anomalo. Chi c'è dietro Alba Rental, la srl che compra? Tra gli altri Alessandro Gili, che è tra le altre cose consigliere di amminsitrazione di Omnia Network. Compratore e venditore sono parti correlate, una pratica assai anomala.
E così le due storie quella di Omnia ed Eutelia continuano a incrociarsi con forti analogie. Tutte e due in cattive acque da tempo con i bilanci in forte perdita. Tutte e due nella lista nera della Consob.
Tutte e due protagoniste di cessioni di attività, che andranno poi incontro a forti difficoltà con i lavoratori non pagati se non licenziati, che rimpolpano i conti e scaricano fuori azienda debiti. Omnia Network, ad esempio, perdeva circa 40 milioni nel 2008 su un fatturato di 240 milioni e aveva patrimonio negativo per 10 milioni. Oggi deve sì ricapitalizzare, ma grazie alle cessioni è tornata in utile e ha più che dimezzato i debiti. Eutelia che ha visto la semestrale 2009 bocciata da Consob, avrebbe chiuso il 2008 con un rosso di 178 milioni. Ed ecco arrivare la cessione dei call center. Ma la palla è ormai decisamente passata alla magistratura.


2 marzo

Alle ore 21 presso il Cafè Neruda in via Giacchino 28/E "Dopo la finanza creativa...l'imprenditoria creativa: non pagare i dipendenti. I casi Agile, Phonemedia, Voicity raccontati dai lavoratori". Intervengono Juri Bossuto (Consigliere regionale PRC), Matteo Gaddi (Responsabile Dipartimento nord Italia del PRC), Angelo D'Orsi (Professore di Storia del pensiero politico dell'Università di Torino), i lavoratori di Agile, Phonemedia e Voicity. (locandina) (foto)

 

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