Gennaio 2010

 

29 gennaio

I servizi video

Alcuni lavoratori del presidio di Torino, per mantenere alta l'attenzione sulla vicenda di Agile, oggi pomeriggio sono saliti sulla Mole Antoneliana, e hanno srotolato due striscioni con la scritta "Agile muore".

 

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Altri lavoratori, hanno manifestato per strada davanti alla Mole, e alcuni di loro si sono anche sdraiati a terra accanto alla scritta "Agile non deve morire".

 

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Successivamente, i lavoratori, si sono spostati davanti Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, e alcuni di loro, raggiunto l'ultimo piano, hanno srotolato i due striscioni con la scritta "Agile muore".

 

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27 gennaio

Agile, i lavoratori scrivono a Vendola, Schittulli ed Emiliano

Presidente Vendola, Presidente Schittulli, Sindaco Emiliano,
approfittiamo della vostra contemporanea presenza alla inaugurazione della 6^ Edizione di Mediterre per aggiornavi sulla condizione dei lavoratori di Agile ex-Eutelia di Bari e di tutta Italia. Ad oggi purtroppo dobbiamo sottolineare la drammatica condizione di pericoloso stallo in cui si trova la nostra vertenza. Come sapete Agile srl, è in questo momento, una azienda posta sotto sequestro dal tribunale fallimentare di Roma che ha anche nominato tre custodi giudiziari con ampi poteri. Ci aspettiamo, che il prossimo 17 Febbraio, data della prossima udienza, sia dichiarato lo stato di insolvenza e il conseguente commissariamento. Non è scontato, ma ci contiamo.

Nel frattempo, però ci aspettavamo da parte del Governo nazionale un intervento deciso e autorevole nei confronti dei clienti ed in particolare di quelli pubblici, che sono il 90% delle nostre commesse a livello nazionale, perché mantenessero con Agile le commesse, senza delle quali resterebbe solo il fallimento. Ora abbiamo la certezza che questo intervento, se c’è stato, non abbia prodotto gli effetti desiderati se, nel frattempo, abbiamo perso commesse pubbliche e importantissime come la Rai, le Poste, alcuni ministeri ed in ultimo la Camera dei Deputati. Vere e proprie azioni di sciacallaggio si stanno verificando da parte di aziende concorrenti senza che nessuno vi si opponga.

Allo stesso modo ci aspettavamo, così come promesso dal sottosegretario Letta in un incontro avuto lo scorso 9 dicembre, che il governo immediatamente si attivasse almeno per individuare forme di integrazione al reddito per chi come noi non percepisce stipendio dal mese di agosto e non fruisce di ammortizzatori sociali. Invece, come nel gioco dell’oca, ieri 25 gennaio i lavoratori di Agile ex-Eutelia hanno dovuto ancora una volta scioperare e duramente protestare sotto Palazzo Chigi per ottenere una convocazione per il prossimo 1 Febbraio alle ore 20.30 .

Prima che la situazione peggiori in modo irreversibile è necessario e urgente che il Governo nazionale assuma pienamente la regia di questa complicata vicenda e indirizzi tutti gli sforzi e le risorse necessarie per individuare una soluzione condivisa che salvi il posto di lavoro e le competenze di tutti i lavoratori di Eutelia/Agile. Alle Istituzioni locali, che voi rappresentate al massimo livello, chiediamo, senza mezzi termini, di mettere in cantiere strutture, competenze e risorse necessarie per progettare una soluzione territoriale condivisa che salvi i posti di lavoro e le competenze dei 120 lavoratori di Agile.

Vi chiediamo, inoltre, di essere presenti all’incontro del 1 Febbraio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, se necessario chiedendo esplicitamente al sottosegretario Letta di essere convocati.


25 gennaio

EUTELIA/AGILE: FIOM, 1* FEBBRAIO SINDACATI CONVOCATI A PALAZZO CHIGI

(ASCA) - Roma, 25 gen - ''Dopo il lungo presidio dei lavoratori di Eutelia-Agile, che da mezzogiorno si e' svolto di fronte a Palazzo Chigi, e' finalmente arrivata la convocazione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell'onorevole Gianni Letta, per lunedi' 1* febbraio alle ore 20,30, cosi' una nota di Laura Spezia segretaria nazionale della Fiom-Cgil e responsabile del settore informatica-Itc, e Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale per il gruppo Eutelia-Agile per la Fiom-Cgil.
''I lavoratori hanno bloccato via del Corso dalle 14.00 di oggi pomeriggio fino alle 19.00, in attesa - affermano - di un'interlocuzione con l'Esecutivo, mentre da 7 mesi aspettano ancora di percepire lo stipendio''.
''L'incontro di lunedi' non deve essere un appuntamento rituale, ma e' necessario individuare soluzioni concrete per questi lavoratori che vivono ormai da troppo tempo in una situazione drammatica. Il presidio sara' ricostituito in occasione dell'incontro del 1* febbraio'', conclude la nota.

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Torna la protesta dei lavoratori dell'Eutelia/Agile

Sono da ore nelle vicinanze di palazzo Chigi ma da alcuni minuti si sono avvicinati e protestano più rumorosamente. Sono i lavoratori di Eutelia/Agile. Una delegazione sindacale è in questo momento a palazzo Chigi ma i lavoratori hanno saputo che non è presente all'incontro il sottosegretario Gianni Letta (ma solo un rappresentante della sua segreteria tecnica) che li aveva incontrati il 9 dicembre.
Inoltre, ai lavoratori arriva la notizia che da palazzo Chigi ci sia un sostanziale rinvio della questione alla magistratura. Ma i sindacati chiedono un impegno dell'esecutivo, almeno sul fronte delle commesse pubbliche, visto che, segnalano i lavoratori, già la Rai e la Camera avrebbero disdettato i loro contratti.

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Le foto sono prese da rainews24.

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I filmati realizzati da c6.tv

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Eutelia/ Tibaldi: Solidarietà ai lavoratori che manifestano

Roma, 25 gen. (Apcom) - "Il caso dell'Agile ex Eutelia è ancora lungi dall'essere risolto". E' quanto dichiara in un nota l'assessora del Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, in merito alla manifestazione dei dipendenti Eutelia.

"Nonostante gli impegni presi dal Governo - sottolinea - i lavoratori sono ancora senza stipendio e senza prospettive certe. Fin dal primo momento ci siamo messi a disposizione per trovare una via d'uscita alla crisi aziendale, ma deve essere chiaro che la responsabilità della non chiusura della partita è tutta dell'esecutivo nazionale. Esprimo la mia solidarietà a chi sta manifestando per i propri diritti e mi auguro che la questione trovi le risposte dovute".

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Sciopero e manifestazione nazionale a Roma con presidio presso P.za SS. Apostoli.

Inizio manifestazione ore 12:00.

Il comunicato

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Agile: oggi otto ore di sciopero e manifestazione a Roma

La vertenza Eutelia/Agile è tutt’altro che in dirittura di arrivo: «Prima che la situazione peggiori in modo irreversibile è necessario e urgente che il Governo nazionale assuma pienamente la regia di questa complicata vicenda e indirizzi tutti gli sforzi e le risorse necessarie per individuare una soluzione condivisa che salvi il posto di lavoro e le competenze di tutti i lavoratori di Eutelia/Agile».
Sono le parole dei Sindacati per annunciare lo sciopero di otto ore che interesserà oggi tutte le sedi dell’azienda, compresa ovviamente anche quella di Ivrea, dove prosegue il presidio dei lavoratori.
I dipendenti di Eutelia/Agile sono senza stipendio e senza prospettive da oltre 6 mesi e, più passa il tempo, più cresce l’incertezza sul loro futuro.
«Chiediamo che il Governo mantenga gli impegni assunti in sede di Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 9 dicembre – aggiungono Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil - per quanto riguarda i problemi relativi alle retribuzioni dei lavoratori, al mantenimento delle sedi e delle commesse».
Oggi è anche in programma, a mezzogiorno, una manifestazione a Roma, in piazza Santi Apostoli, per chiedere che vengano immediatamente convocate Eutelia e Agile al tavolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri insieme alle Regioni e agli Enti locali interessati alla vertenza.
«Il governo deve dare risposte, garanzie e prospettive e per questo motivo è necessario intensificare ulteriormente le iniziative di lotta»: con queste parole i lavoratori e i sindacati invitano a partecipare non solo le maestranze dell’azienda, ma anche coloro che nel corso di questi mesi hanno sostenuto questa importante lotta: le forze politiche, i parlamentari, le istituzioni locali e regionali. «Invitiamo tutti, ancora una volta, a essere presenti al presidio e dare anche così continuità al sostegno a questa lotta emblematica».


24 gennaio

Un commento sulla sentenza del Tribunale di Roma sull'art.28 da parte della Dott.ssa Lidia Undiemi.


21 gennaio
Processo fallimento Op Computer, reati prescritti

(ANSA) - TORINO, 21 GEN - ''Non doversi procedere'' perche' i reati sono caduti in prescrizione. A Torino si e' chiuso cosi' il processo d'appello per il crac della Op Computer, ramo d'azienda ceduto dalla Olivetti nel 1997, che segno' la fine, all'epoca, della piu' grande azienda informatica d'Italia. La sentenza riguarda l'ex vertice Edward Gottesman,Herbert Oakes, Antonio Cuccurullo, Roberto Schisano, Giovanni Vaccarono e Francesco Vaccarella, tutti condannati in primo grado.(ANSA).

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Il Rompipalle, le società fantasma, i licenziamenti camuffati e altre strane storie

La storia di Omega, che acquisisce (a pochi spiccioli) migliaia di dipendenti per alleggerire Eutelia del fardello e poi non pagarli, non è isolata. Omega sembra essere una società specializzata in questo sport poco edificante che è la raccolta e lo smaltimento dei dipendenti considerati in esubero. Non sappiamo se l’operazione, recentemente revocata, diventerà definitiva, ma di certo sappiamo che lo stesso tipo di cessione ha riguardato Phonemedia, il principale operatore nel settore dei call center in Italia con i suoi 5200 dipendenti. Anche in questo caso è avvenuto un travaso a pochi spiccioli e senza alcun piano industriale. Anche in questo caso Omega ha smesso di pagare gli stipendi e migliaia di famiglie si trovano nel caos. L’unica dichiarazione firmata Omega parla di un generico piano per un polo italiano dell’Information Tecnology. Un po’ poco, ci pare, anche e soprattutto perché gli stipendi non vengono pagati.

La questione sta diventando veramente scottante e qualcuno dovrebbe occuparsi di Omega in modo approfondito, capire se sia una cloaca o un’azienda vera, ma anche chi ci sia dietro.

Omega è una società fondata nel 2001 da Pio Piccini, un imprenditore di Sansepolcro che quando la sua azienda (la Seldat) se la passava male, pensò bene di dislocare i propri interessi a Roma e farsi amici i potenti che lì risiedono o operano. Fondò appunto Omega con lo scopo di sfruttare al meglio queste amicizie e infatti le commesse per la nuova realtà sono arrivate per lo più da enti pubblici, Parlamento compreso.

Nel tempo Omega è divenuta una SpA (era nata srl) ed è finita sotto il controllo di una multinazionale inglese denominata Restform Limited.

Sul blog di Casalieri (ottobre 2009) si legge tra l’altro quanto segue:

“Cosa si nasconde dietro la “multinazionale” inglese Restform Limited che controlla il gruppo Omega che controlla AGILE? Probabilmente la criminalità organizzata calabrese. Restform, che pur essendo a tutti nota come multinazionale non è nemmeno rintracciabile tramite un sito internet ufficiale, è sicuramente una delle tante “scatole cinesi” piene solo di fuffa imbastite per dare al gruppo Omega un’ombra di credibilità.
Una notizia pubblicata sul quotidiano “Il Foglio” di Lodi il 28/04/09 solleva inquietanti interrogativi: si legge di un imprenditore edile, Daniele D’Apote, accusato di ricettazione e legami con la ‘ndrangheta calabrese. Il D’Apote possiede fra le altre cose una quota di un’azienda di costruzioni milanese controllata dalla fantomatica Restform Limited, e detiene 4000 euro di capitale dell’azienda Matrix Srl. Quest’ultima, di proprietà di Pio Piccini ha fornito il capitale sociale di Omega congiuntamente con la società Condursio (sempre di proprietà di Piccini), entrambe estinte per sequestro giudiziario. Fra l’altro Matrix Srl ha sede in viale Liegi 44 a Roma dove si trova anche la sede legale di Omega.”

Navigando qua e là si può anche leggere, su “Disinformazione.it”, un pezzo molto interessante datato 2005, nel quale tra le attività di Raffaello Gelli, figlio del più noto Licio, si cita una non meglio precisata partecipazione in Omega srl.

Sarebbe bello capire come stanno realmente le cose, visto che stiamo parlando del destino di parecchie migliaia di dipendenti e delle loro famiglie.


20 gennaio

Così come annunciato nei giorni scorsi, al fine di sensibilizzare il Governo al mantenimento degli impegni assunti in sede di Presidenza del Consiglio lo scorso 9 dicembre e dare continuità alla discussione per quanto riguarda lo stato della vertenza e i problemi relativi alle retribuzioni dei lavoratori, al mantenimento delle sedi e delle commesse, il Coordinamento nazionale delle RSU e le OO.SS. nazionali,

proclamano

sciopero e manifestazione nazionale a Roma con presidio presso P.za SS. Apostoli, per il giorno 25 gennaio 2010.(Il comunicato)


19 gennaio

Eutelia, Rsu e Fiom chiedono un incontro a Palazzo Chigi

Torino

Le Rsu di Agile-Eutelia di Torino e di Ivrea e la Fiom hanno scritto alla presidente della Regione, Mercedes Bresso e agli assessori regionali Andrea Bairati e Angela Migliasso perchè solleciti il governo a convocare le parti a Palazzo Chigi.

I lavoratori chiedono che «l’appello del governo del 26 novembre scorso alle Pubbliche Amministrazioni a conservare le commesse Agile si concretizzi in una disposizione formale» in quanto «non è stato accolto dalla maggior parte delle imprese pubbliche che hanno rescisso i contratti con Agile». Sono inoltre necessarie «iniziative nazionali di sostegno al reddito per i lavoratori senza stipendio e senza ammortizzatori sociali sull’esempio di quanto fatto nelle Regioni Piemonte e Toscana».
I lavoratori del gruppo Agile-Eutelia sono circa 2.000 (circa 300 nelle sedi di Torino e Ivrea) e la maggior parte non riceve lo stipendio da luglio o agosto.


15 gennaio
Eutelia-Agile. Spezia e Potetti (Fiom): “L’Azienda condannata per comportamento antisindacale sulla cessione del ramo di It ad Agile. I rapporti di lavoro ritornano in capo ad Eutelia”

Comunicato Stampa FIOM

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RIPRESO DA WWW.EULAV.NET

Vinto l'art.28 presentato dalle OO.SS.


14 gennaio

Il comunicato delle OO.SS. emesso a seguito della riunione del Coordinamento Nazionale del 13 cm.

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Cosa guadagna (e cosa rischia) Omega dall’operazione Eutelia

Dal Quotidiano Il Fatto Quotidiano del 14 gennaio 2010 di Beatrice Borromeo (Giornalista)

Chi si chiedeva cosa ci guadagnasse Omega, la società al centro dello scandalo Eutelia, ad acquisire aziende per tenerle ferme, potrebbe trovare delle risposte nell’inchiesta che sta conducendo la Procura di Milano.

IL TRUCCO.
Fin da subito è stato chiaro quale fosse l’interesse di Eutelia, società aretina quotata in Borsa, a cedere il ramo d’azienda Agile, con debiti e oltre duemila dipendenti, a Omega: liberarsi di impiegati ormai indesiderati senza pagare loro la liquidazione (50 milioni di euro). Ma per quale motivo il gruppo che era (fino al recente commissariamento) capitanato da Claudio Marcello Massa e Sebastiano Liori si è fatto carico degli scarti di Eutelia? L’ipotesi che si sta delineando, qualora verificata, potrebbe portare a gravi risvolti penali e si può riassumere con una domanda: che fine hanno fatto i soldi che Agile ha incassato da quando è nelle mani di Omega, visto che gli impiegati sono da agosto senza stipendio e non risultano investimenti all’interno dell’azienda stessa? Si tratta di svariati milioni di euro, dal momento che Agile incassa ogni mese anticipi e rate dai clienti (inclusi ministeri, regioni e la Camera dei deputati) che acquistano i suoi servizi informatici. Da quando Omega ha rilevato Agile, ha licenziato la metà dei lavoratori e ha impedito ai più di svolgere le proprie mansioni. In alcune sedi è stata addirittura staccata l’elettricità (un ostacolo non da poco per un’azienda che si occupa di Internet). I sindacati credono che il trucco di Massa e di Liori sia palese: se la società fallisce, non bisogna nemmeno pagare i tfr al personale. Nel frattempo, però, i soldi sono stati incassati ma ad oggi nessuno è in grado di dire dove siano. Anche perché più si cerca e più si trovano soltanto scatole cinesi (come la finanziaria anglo-milanese chiamata Libeccio) che rimandano a società con sede legale all’estero. Del gruppo Omega fanno parte oltre 10 mila dipendenti. Tutti facevano prima parte di altre società che, per liberarsene, li hanno ceduti a prezzi simbolici (Agile è stata comprata per 1 euro). Comincia a sembrare un metodo collaudato: impossessarsi gratis di aziende in agonia, spremere gli ultimi milioni di euro che queste possono offrire e poi abbandonarle alle procedure concorsuali. Ecco perché Voicity, il call center scorporato da Omnia Network, non è entrato in Omega che pure l’aveva addocchiato: Liori, che per mesi è stato vicepresidente di Omnia, voleva inglobare (come ha fatto anche con Agile) la società di cui fa parte Voicity in Omega, ma per farlo avrebbe dovuto investire ben 12 milioni di euro per ricapitalizzarla. Quindi ha rinunciato e si è dimesso. Sia Massa sia Liori sono già stati protagonisti di vari fallimenti delle società che amministravano. Non si fanno trovare né dalla stampa né dai lavoratori che chiedono risposte. E negli ambienti della finanza sono ormai considerati soggetti troppo a rischio per avere a che fare con loro.

I REATI.
Omega sembra sfruttare un meccanismo in apparenza lecito. Esternalizzare dipendenti e debiti e vendere la società, come ha fatto Eutelia con Agile, non è di per sé illegale. Lo diventa però se la scatola che si crea, riempita di ciò che non si desidera più, non viene messa in condizione di sopravvivere. In quel caso si parla di simulazione di contratto, cioè truffa: non è lecito creare contratti finalizzati solo a liquidare migliaia di persone. Se Omega poi fallisse, potrebbe ventilarsi l’ipotesi della bancarotta fraudolenta. Eutelia dopo la cessione di Agile ha rassicurato gli azionisti con numerosi comunicati stampa che la indicavano in ripresa. Essendo quotata in Borsa forse avrebbe dovuto esplicitare anche il fatto che se Omega dovesse fallire, Agile le tornerebbe sul groppone con debiti e tfr da pagare. In quel caso sarebbe a rischio la sopravvivenza della stessa Eutelia. E comunicare al mercato informazioni errate o imprecise, in certi casi, ha portato all’accusa di aggiotaggio. Il pm Francesco Greco della Procura di Milano sta indagando su Omega, così come la Procura di Arezzo indaga su Eutelia. E presto potrebbero esserci delle svolte nelle inchieste.
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EUTELIA: ZINGARETTI, VERGOGNOSO BLOCCO COMMESSE PUBBLICHE 

(ASCA) - Roma, 14 gen - ''Scrivero' alle aziende pubbliche e alle istituzioni che hanno bloccato le commesse perche' penso sia una vergogna''. Lo ha detto il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti visitando lo stabilimento Eutelia.
''Eutelia - ha continuato Zingaretti - e' una vicenda drammaticamente simbolo delle molte aziende di qualita' del nostro territorio che vivono la crisi. Tutto questo e' inaccettabile, anziche' sostenere le nostre eccellenze e puntare su di loro gli vengono tolte le commesse''.
''La Provincia - ha aggiunto - fara' di tutto per sostenere Eutelia, per fare in modo che nessun lavoratore possa sentirsi solo e per evitare che questa vicenda finisca nel dimenticatoio''. Infine Zingaretti ha annunciato che partecipera' ''con la fascia da Presidente'' al presidio convocato dai lavoratori per il prossimo 25 gennaio: ''Il giorno dopo - ha concluso Zingaretti - a Palazzo Valentini ci sara' il Consiglio straordinario sulla crisi, proprio per individuare strumenti affinche' situazioni come questa non si ripetano piu'''.


13 gennaio

EX EUTELIA, OK BIPARTISAN PER CONTRATTI CON P.A. TOSCANE E COMMISSARIARE GRUPPO AGILE

Approvata all’unanimità la mozione a firma Roggiolani (Verdi-SeL), Ricci (Pd) e Giovannini (SD-SeL). Roggiolani: “il vero capitale è la professionalità dei lavoratori che operano anche in Regione”. Il vicepresidente Gelli informa sulla criticità dei rapporti contrattuali, che per ora restano validi anche se l’azienda viola le regole
La Regione Toscana si impegna, con una mozione votata all’unanimità, a dare impulso alla continuità delle prestazioni professionali dei lavoratori ex-Eutelia, adesso passati al gruppo Agile-Omega, che operano all’interno di Consiglio, Giunta, Arpat e varie Aziende sanitarie locali. Inoltre, proverà a coordinare le altre Pubbliche Amministrazioni toscane per non far decadere i contratti che, tramite gara, l’azienda aveva vinto a suo tempo, in modo da tenere aperta la possibilità di rilanciare il gruppo Agile-Omega attraverso la nomina di un Commissario, che il Consiglio regionale ha chiesto con forza al Governo nazionale, come unica strada per il salvataggio dei posti di lavoro.

“La situazione che si è creata con la cessione del ramo d’azienda dedicato ai servizi per la pubblica amministrazione da parte di Eutelia Spa ad Agile srl può portare alla disdetta delle gare tecnico -informatiche vinte dalla società – ha detto Fabio Roggiolani (Verdi -Sinistra ecologie Libertà) -, perché l’attività procede in quanto sono esclusivamente i lavoratori a gestire questi servizi, pur non percependo lo stipendio. Il vero capitale della società è rappresentanto, perciò, da queste professionalità, che ogni giorno verifichiamo anche personalmente all’interno degli uffici regionali, conoscendo anche i singoli tecnici che prestano assistenza. Bisogna non disperdere questo patrimonio ed il Governo nazionale deve nominare un Commissario per ricostruire il gruppo Agile-Omega in maniera unitaria, senza perdere posti di lavoro”.

“Intanto –ha concluso Roggiolani- in Toscana impegnamoci a mantenere una speranza ed una concreta possibilità di salvezza per qualche centinaio di operatori, evitando le disdette dei contratti nella Pubblica Amministrazione e dando mandato alla Giunta regionale di riunire tutti gli enti pubblici che hanno rapporti in essere con la società, anche per verificare il potenziale per dar vita ad una ‘Newco’, una nuova azienda che riunisca tutti questi lavoratori. Sembra che la maledizione Olivetti colpisca sempre in Italia ed in questo caso, se Agile non si salverà disperderemo l’ultimo sapere tecnologico della nazione”.

Il vicepresidente della Regione Toscana, Federico Gelli, ha informato che il problema è nato quando la famiglia Landi di Arezzo, proprietaria di Eutelia e che in questi anni ha fatto una grande politica di acquisizioni, ha diviso l’impresa in due tronconi e ne ha ceduta una parte alla società Agile srl.

“Adesso gli otto contratti in essere, tra la Regione ed il gruppo che è subentrato dopo le gare d’appalto, sono sotto osservazione, perché creano grandi problemi. Infatti –ha dichiarato Gelli- la fornitura deve rispettare le clausole di legge, mentre la società Agile non paga gli stipendi e non versa i contributi, ma su quest’ultimo aspetto si attendono notizie positive. Se non si mantengono le condizioni legali saremo costretti a rescindere i contratti. Ma ciò –ha concluso il vicepresidente della Regione- non vuol dire che ci disinteresseremo della tutela dei lavoratori che stanno prestando gratuitamente la loro prestazione professionale. Ci impegnamo ad elaborare una soluzione e sosterremo con il Governo il commissariamento del gruppo”. (gdi)

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Losappio incontra custode giudiziario Agile
La Regione ha ribadito, ricevendo assicurazioni, la necessità di un’iniziativa dei custodi tesa a consentire ai dipendenti l’accesso agli ammortizzatori sociali e garanzie per il pagamento degli stipendi arretrati

L’Assessore al Lavoro (della Regione Puglia nda) Michele Losappio ha incontrato ieri mattina il custode giudiziario nominato dal Tribunale di Roma, Avv. Francesca Pace per una ricognizione sulla vertenza Agile. Nell’occasione la Regione ha dichiarato la sua disponibilità a riprendere il cammino del contratto di programma, cammino interrotto dal Gruppo Omega, subentrato ad Agile, con i licenziamenti dei dipendenti e l’inosservanza delle clausole contrattuali. La Regione ha ribadito, ricevendo assicurazioni, la necessità di un’iniziativa dei custodi tesa a consentire ai dipendenti l’accesso agli ammortizzatori sociali e garanzie per il pagamento degli stipendi arretrati


7 gennaio

EX EUTELIA: I CUSTODI CHIEDONO DI SMANTELLARE I PRESIDI 
(ASCA) - Torino, 7 gen - Smantellare da subito i presidi e far cessare lo stato di agitazione. Lo hanno chiesto ai sindacati di Agile-ex Eutelia i tre custodi cautelari nominati dal giudice del Tribunale fallimentare di Roma (lo scorso 23 dicembre) durante un incontro iniziato alle 15 e 30 e appena conclusosi presso lo stabilimento di Pregnana Milanese. Come riferiscono fonti sindacali, i custodi hanno individuato come priorita' quella di ''fare cassa''. Primo ordine quindi, pagare il durc (documento unico di regolarita' contributiva) per sbloccare l'afflusso di denaro. I custodi hanno chiesto quindi che i ragionieri e i dipendenti dei settori contabilita' ricomincino a lavorare, per fatturare e far in modo che l'azienda ottenga i crediti il prima possibile. Respinte tutte le richieste dei lavoratori, che hanno chiesto in primo luogo di essere pagati degli ultimi stipendi. I dipendenti sono riusciti ad ottenere soltanto la promessa di ricevere quelli di luglio e di agosto, ma senza tempistiche precise. Non solo. I custodi avrebbero dichiarato ''non prioritaria'' la questione della mobilita' e delle garanzie di prosieguo delle attivita' dell'azienda. E' forte l'insoddisfazione dei lavoratori, che annunciano: ''Non smobiliteremo i presidi e alzeremo il tiro''.

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EX EUTELIA: RIUNIONE CON I CUSTODI ANCORA IN CORSO 
(ASCA) - Torino, 7 gen - E' ancora in corso la riunione, cominciata verso le 15,30, tra i tre custodi cautelari nominati 23 dicembre dal giudice del Tribunale fallimentare di Roma e le rappresentanze sindacali Agile intervenute da tutta Italia all'incontro di Pregnanza Milanese. I tre custodi sono Francesca Pace, avvocato, Daniela Saitta, commercialista e Giuliano Schirone, ingegnere. Hanno i poteri d'esercizio dell'impresa, sequestrata dal giudice, e l'amministrazione ordinaria del patrimonio fino alla conclusione del procedimento per stato d'insolvenza o di fallimento. Entro il 17 febbraio, dovranno stilare una relazione sullo stato dell'azienda da presentare al giudice, che gia' in quella data potrebbe decretare l'amministrazione straordinaria della societa' di Ict.
Intanto, e' terminata la conta dei proventi dell'iniziativa ''Spremete le arance non i lavoratori'', svoltasi ieri a Torino.
E' di oltre 2700 euro l'incasso complessivo della vendita delle arance. Il ricavato della giornata sara' devoluto al Fondo economico di solidarieta' del presidio Agile di Torino, a sostegno dei lavoratori in difficolta' economica, che non percepiscono lo stipendio dallo scorso mese di luglio. In totale il fondo torinese, attivato a novembre, ammonta oggi a oltre 14mila euro. Potranno beneficiarne i dipendenti per un prestito senza interessi da restituire al Fondo in occasione dell'arrivo degli ammortizzatori sociali o della ripresa della regolare attivita' lavorativa.

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Dal sito di PRC di Torino

IN NUMERI DELLA GIORNATA DEL 6/01/2010

A consuntivo della seconda ARANCIA MetalMECCANICA, ecco il report della giornata di ieri 6 gennaio.
Arance arrrivate e distribuite: kg. 1008
Vin brulè distribuito: ca 35 lt.
Panini imbottiti distribuiti: ca. 80
Incasso derivante da distribuzione arance: € 1.680,00 di cui:
al produttore, compreso trasporto: € 651,00
ai lavoratori Presidio Agile Torino: 664,50
a compenso per fonico e impianto suono: € 150,00
a rimborso costi per vin brulè e panini: € 214,50.
Incasso da sottoscrizione, interamente devoluto a lavoratori Agile: € 2.096,42
Totale consegnato a lavoratori Agile in data 7 gennaio € 2.760,92
Costo totale sostenuto dalla federazione torinese: € 438,78 (nolo furgone, carburante, tasse suolo pubblico, carburante generatore).

Lavoratori Agile presenti: ca. 50
Militanti PRC e PdCI coinvolti nell'inizativa: ca. 110
Artisti che si sono esibiti gratuitamente: 25
Bandiere della Federazione della Sinistra esposte in piazza: 18
Cartelloni esplicativi della situazione Agile ex-Eutelia esposti in piazza: ca. 40
Durata della manifestazione: 8 ore
Impossibile stimare i cittadini coinvolti, i sottoscrittori, gli acquirenti le arance; un dato però dovrebbe essere significativo: le 336 retine da 3 kg di arance sono andate esaurite in due ore e mezzo: dalle 10,00 alle 12,30.

Un grazie a tutte le compagne, a tutti i compagni che in tanti modi diversi hanno contribuito alla riuscita della giornata.

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E' doveroso, da parte dei lavoratori Agile del presidio di Torino, un sentito ringraziamento a tutti coloro che dimostrano la loro solidarietà non solo a parole, ma anche con fatti concreti. A chi ha organizzato questa campagna, ai compagni di PRC e del PdCI che sono stati coinvolti, agli artisti che si sono esibiti, ai colleghi presenti all'iniziativa, e non ultimi ai cittadini che hanno dimostrato la loro solidarietà. Grazie a tutti da parte dei lavoratori di Agile del presidio di Torino.


6 gennaio

Arance “solidali” per aiutare gli operai Agile ex Eutelia, senza stipendi da alcuni mesi: è stato questo il senso dell’iniziativa “Arancia Metalmeccanica”, che si è svolta ieri in piazza Castello. Anziani, famiglie a spasso e curiosi hanno partecipato per tutta la giornata alla vendita “benefica”. il ricavato dell’iniziativa è servito infatti per sostenere i lavoratori ex Eutelia. La campagna di solidarietà era nata a Roma, ma è stato subito estesa a livello nazionale, come sostegno alle vertenze per la difesa del posto di lavoro. Durante la giornata sono state vendute arance solidali (oltre una tonnellata), coltivate e raccolte dall’associazione Libera nelle terre confiscate ai mafiosi. Il senso di “Arancia metalmeccanica” è stato anche quello di promuovere la solidarietà tra i lavoratori. (City)

Il comunicato

Appello alla solidarietà per i lavoratori Agile


5 gennaio

sit-in di protesta dentro l'ufficio postale

Continua la protesta dei lavoratori Agile-ex Eutelia (2220 in Italia), contro le aziende che, nonostante l'appello del governo a non abbandonare le commesse, hanno deciso di chiudere i contratti con la società di information technology. Oggi è stata la volta di Poste italiane, che lo scorso primo dicembre - così spiegano dalla sede del Piero della Francesca - ha rescisso il contratto con Agile, quando la scadenza era invece fissata per luglio 2010. Verso mezzogiorno una delegazione di circa trenta dipendenti è entrata nell'atrio principale della sede centrale delle Poste di Torino, in via Alfieri 10, dove una cinquantina di persone attendevano il proprio turno agli sportelli. Senza interrompere i servizi, i lavoratori si sono disposti a semicerchio e hanno srotolato uno striscione con scritto "Agile-Eutelia Torino". Una decina di loro si è seduta per terra con le consuete maschere bianche al volto, simbolo della loro lotta. "Voi ci avete tolto il contratto, restituitecelo", "Abbiamo iniziato a lavorare a 18 anni, ora a 50 ci lasciate a casa" alcune delle frasi esclamate dai manifestanti. Dopo un quarto d'ora circa è intervenuta la responsabile commerciale dell'ufficio Poste di Torino, Giustina Franca. Dopo aver invitato il gruppo a manifestare fuori dal palazzo, la funzionaria ha telefonato alla sede di Roma per avvertire della protesta in corso. "Non è a Torino che vengono decisi i contratti d'appalto - ha spiegato ai lavoratori - ma abbiamo avvisato i nostri responsabili romani". Il dialogo si è svolto pacificamente per circa mezz'ora, poi la delegazione Agile è uscita dall'ufficio senza creare disordini. "Oggi abbiamo rivolto una richiesta precisa alle Poste - ha detto un lavoratore, Erminio Calabrese, ex responsabile del networking - Abbiamo chiesto che il contratto venga rifatto e che vengano salvati i nostri posti di lavoro, anche perché con l'amministrazione controllata, che ci auspichiamo già per il 17 febbraio (data della prossima udienza del Tribunale fallimentare di Roma, ndr), l'azienda potrebbe risorgere". "Se non ci daranno risposta - ha aggiunto - noi tra una settimana saremo di nuovo qui". Dall'ufficio stampa di Poste italiane fanno sapere che la direzione non intende esprimersi sulla questione.(link)

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Da Il Manifesto I lavoratori alla Rai: «Ingiusto sottrarre le commesse»

TORINO
Le maschere che indossano sono bianche. Ormai ne simboleggiano la lotta. Per terra, su un telo nero, sono disegnate alcune sagome. Rappresentano «i loro corpi assassinati». Quelli dei lavoratori di Agile (ex Eutelia) che non percepiscono lo stipendio da quasi sei mesi e ogni giorno si vedono scippare le commesse: «Non per mancanza di lavoro, ma perché dopo essere finiti nel caos Omega, ora siamo vittime di uno sciacallaggio tra concorrenti». L'ultima commessa persa è quella Rai, dove erano impiegati in 54.
E così, ieri, hanno deciso di protestare proprio sotto la sede torinese della tv pubblica, che ha deciso di rescindere il contratto con Agile (in vigore fino al prossimo settembre) e passarlo a Ibm. Infischiandosene della raccomandazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che il 27 novembre aveva invitato i clienti a mantenere le commesse. Invito disatteso. Non l'hanno rispettato la Camera dei deputati (48 lavoratori) né le Poste italiane (120). Nemmeno la Fiat, l'Asl 9 di Ivrea e la Coop Adriatica. «Le parole di Letta sono una barzelletta», commentano i lavoratori. «Dal giorno del suo appello, lo stillicidio della più grande azienda italiana di Information Technology (nata dalla fusione di Olivetti e Bull) ha colpito altri 342 lavoratori».
Sotto la sede Rai si sono sdraiati in 50. Portavano uno striscione: «Agile non deve morire». Alcuni hanno scandito i numeri dei tagli. Ad ascoltarli non si finisce più: 1191 quelli coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo del 22 ottobre. In Piemonte, i dipendenti sono quasi 300, tra la sede di Torino e quella di Ivrea, l'80% in esubero. Ma tutti rischiano. C'è poi un elemento che li indigna maggiormente: «La decisione della Rai - spiega Pietro Celi, che in tv si occupava di hardware e software - non è avvenuta a giugno, con il passaggio di Eutelia a Agile e poi a Omega, ma alla vigilia del 23 dicembre». Si tratta del giorno in cui il Tribunale civile di Roma ha deciso il sequestro dei beni di Agile e la nomina di tre custodi a gestire l'ordinaria amministrazione. La Rai si è, invece, giustificata dicendo che nel passaggio societario di giugno non ha ricevuto le dovute garanzie, assicurando che l'Ibm si impegnerà ad assorbire la maggior parte dei lavoratori della commessa Agile. Al momento, mai contattati. «E' un gesto grave, in spregio al sacrificio di 50 nostri colleghi che per mesi hanno lavorato senza stipendio», dice Luciano Pilone. E aggiunge: «Ora aspettiamo il 17 febbraio, quando il giudice si pronuncerà sull'amministrazione controllata».
Durante il presidio i dipendenti di Agile hanno chiesto che «la giustizia fermi gli imprenditori del malaffare». Nel mirino, Samuele Landi, ex amministratore delegato di Eutelia (quello dell'irruzione squadrista a Roma), Claudio Marcello Massa e Sebastiano Liori, la testa della fantomatica Omega, che negli scorsi mesi ha acquisito un'altra azienda in crisi, Phonemedia.
Ma il bisogno più impellente è un sostegno al reddito. «Il nostro status di stipendiati ma non retribuiti non ci permette di accedere ad alcun ammortizzatore». La Regione Piemonte ha da poco firmato un accordo con le banche per anticipare lo stipendio. «E noi - spiega Marco Tracinà - abbiamo costituito un fondo di solidarietà che ha raggiunto quota 12 mila euro». Troppi, però, sono ancora in difficoltà. Domani sarà la volta, in piazza Castello, dell'«Arancia metalmeccanica»: per tutta la giornata i lavoratori Agile raccoglieranno fondi con la vendita di arance biologiche provenienti dai campi confiscati alla mafia in Sicilia. (link)


4 gennaio

(AGI) Torino, 4 gen. "'Presidio dei lavoratori Agile" ex Eutelia, oggi pomeriggio, davanti alla sede Rai di via Verdi a Torino. Circa 50 dipendenti dell'azienda, senza stipendio dal mese di agosto, hanno manifestato in strada e alcuni di loro si sono anche sdraiati a terra accanto alla scritta "Agile non deve morire". "La Rai" ha spiegato Luciano Pilone, uno dei lavoratori "è uno degli ultimi clienti persi, per questo siamo qui oggi a manifestare". Nel corso del presidio è stata anche presentata l'iniziativa 'Arancia metalmeccanica' organizzata con il contributo della Federazione della Sinistra, che si svolgerà mercoledì 6 gennaio in piazza Castello a Torino. Per tutta la giornata i lavoratori Agile ex Eutelia parleranno della loro crisi aziendale e raccoglieranno fondi con la vendita di arance biologiche provenienti dai campi confiscati alla mafia in Sicilia. "L'iniziativa" ha sottolineato Pilone "servirà a raccogliere denaro per sostenere i colleghi in difficoltà che sono numerosi".
Intanto, il fondo di solidarietà, istituito circa un mese fa tra i lavoratori per aiutare i colleghi più bisognosi, ha raggiunto quota 12mila euro. (AGI) Cli/To/Bru

Il servizio al Tg3 Regionale


 

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