Lettera dei lavoratori Agile di Torino

Torino, 14 Marzo 2013


Al  Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota
All’ Assessore della  Regione Piemonte  Claudia Porchietto
Assessore  Lavoro e Formazione
Al  Funzionario  della  Regione  Piemonte Paolo Becchio
Assessorato Lavoro Regione
Al   Funzionario   di  Italia  Lavoro  Torino    Paolo Marin Rappresentante  Italia Lavoro S.p.A.
All’ Assessore   della   Provincia  di   Torino   Carlo Chiama
Funzionario della OO. SS. CGIL-FIOM Claudio Gonzato


Oggetto :  Progetto FEG

Gli scriventi dipendenti di Agile S.r.l. in A.S.

Premesso

che il 2 Febbraio 2012 era stato sottoscritto un Verbale di Intesa tra Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero del Lavoro, la Società Agile S.r.l. in A.S. e le OO.SS. FIOM CGIL, FIM CISL, UILM UIL dove sono stati individuati metodi e strumenti per favorire l’insediamento in attività lavorativa dei dipendenti di Agile in A.S. che rimangono in capo alla procedura di Amm. Straordinaria a seguito della cessione dei rami d’Azienda di cui al bando di cessione del 12 Luglio 2011


Premesso inoltre


che alcune  Regioni, ivi compresa la Regione Piemonte, firmatarie del Verbale di Intesa sono direttamente coinvolte attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero del Lavoro e le OO.SS. per coordinare ed orientare la loro azione a tutela della occupazione dei Lavoratori Agile in A.S. con un progetto denominato FEG  ovvero sostenere i processi di reinserimento dei lavoratori in esubero attraverso il Fondo Europeo di adeguamento alla Globalizzazione  con un  cofinanziamento della Comunità Europea ( 65%) e Regione Piemonte( 35%) per un importo complessivo di Euro 1.500.000, 00. In data 8 Marzo 2013 la Commissione europea ha adottato la proposta di finanziamento per la domanda  EGF/2011/016 in favore dei lavoratori collocati in esubero da Agile S.r.l. Le azioni che sono possibili finanziare con il FEG possono essere l’assistenza nella ricerca di un impiego per il ricollocamento, la promozione dell’imprenditorialità, il supporto per attività professionali autonome, indennità per la ricerca del lavoro e di formazione fornendo anche una sorta di “dote” al lavoratore per il re-inserimento nel mondo del lavoro.

Accertato


che la Regione Piemonte ha approvato con  Deliberazione DGR 14/11/2012 n° 18-4912  e  D.G.R. n. 63-11820 del 20/07/2009 gli indirizzi per la attuazione di un programma di interventi di politica attiva rivolti ai 197 lavoratori in esubero di Agile in A.S. con sede di lavoro in Piemonte
 I fondi di competenza regionale sono stati stanziati al fine di consentire l’inizio delle attività che sono state definite e concordate in dettaglio con le rappresentanze dei lavoratori. Sono previsti percorsi di politica attiva realizzabili fino a dicembre 2013, compreso, e sono rivolti a 197 lavoratori a rischio. Per i lavoratori il progetto prevede azioni di ri-conversione e ri-collocazione dei lavoratori in esubero, attraverso interventi personalizzati di formazione/qualificazione professionale, orientamento e ricerca attiva di opportunità lavorative; azioni di accompagnamento e sostegno alla creazione di impresa; strumenti di sostegno alla mobilità e alla conciliazione. Il progetto prevede  anche iniziative a sostegno delle imprese come incentivi per contratti di assunzione a tempo indeterminato e contributi alla formazione in impresa finalizzata a nuove assunzioni.

Accertato inoltre

che il 14 Gennaio i lavoratori coinvolti di cui al progetto hanno sottoscritto il Patto di Servizio con il C.P.I. di  Torino e  nel corso dei mesi di Febbraio e Marzo si stanno svolgendo  colloqui con i dipendenti di Agile in A.S. sempre nelle strutture del Centro per l’Impiego di Torino

Rilevato che

dai colloqui dei Lavoratori coinvolti nel Progetto è emersa una sostanziale delusione delle aspettative rilevando una mera classificazione delle professionalità in relazione al curricula presentati, con un  elenco e proposta dei “soliti” corsi di formazione in catalogo presso tutti i Centri Provinciali per l’Impiego o meglio della proposta di scelta tra “sei categorie”…. di “corsi di formazione” senza prendere in considerazione le direttive specifiche del Progetto FEG riguardante Agile in A.S. I corsi non sono ancora definiti, non ci sono risposte su  possibili formazioni presso Aziende, non ci sono risposte da parte dell’Ufficio per l’Impiego su ricerche di figure professionali richieste dalle Aziende Piemontesi. A nostro avviso manca un elemento strutturale, cioè uno studio di settore regionale, ben fatto e aggiornato allo status attuale, che possano dare indicazioni di indirizzamento formativo e di riconversione. Se non abbiamo la ragionevole razionalità di cosa hanno bisogno le Aziende da qui ai prossimi 3-4 anni, rincorriamo fantasmi lavorativi !
Non è possibile che i CPI non abbiano studi di settore aggiornati e divisi per fasce di età : trovare un lavoro per chi ha 20-30 anni è diverso da chi ha 50-60 anni, la realtà è questa, che piaccia o no, per cui i CPI devono sapere se le Aziende o Enti o Associazioni, con strumenti magari diversi, sono disponibili a valutare assunzioni di persone che hanno 50-60 anni. Se non c'è questa razionalità territoriale e operativa , stiamo spendendo tempo e soldi inutili e sprechiamo le poche risorse economiche messe a  nostra  disposizione.

Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile A.S.

con la presente esprimono   viva preoccupazione sia  sulle modalità dell’avvio del Progetto, sulla scarsa e improduttiva linea di approccio del Centro per l’Impiego che considera i Lavoratori Agile alla stessa stregua di una qualsiasi persona che “cerca un lavoro”.. con tutto il rispetto per queste persone ! Le direttive da parte della Regione Piemonte non sono, per il momento, attuate; non ci sono iniziative con Istituzioni come Union Camere ( Associazione di 8 Camere di Commercio della Regione Piemonte con 400 mila imprese che rappresenta la porta di accesso al sistema imprenditoriale regionale), non ci sono iniziative con la Camera di Commercio di Torino né con altre Istituzioni come Prefettura e Tribunale con le quali si potrebbe instaurare un rapporto di Formazione professionale per individuare delle figure professionali attraverso i corsi-FEG o attraverso una task-force guidata dalla Provincia di Torino e Centro per l’Impiego. Quindi è più che mai necessario promuovere un efficace Partenariato Istituzionale, Economico e Sociale tra i soggetti a vario titolo coinvolti nella realizzazione dell’intervento;

Chiedono inoltre

Alle Istituzioni in indirizzo di predisporre un documento che indichi in modo chiaro la traccia da seguire per il progetto individuando le modalità e gli strumenti per arrivare a una soluzione della ri-collocazione prendendo spunto dalla presente lettera.
Non abbiamo alla data odierna la cognizione che sia stata  attivata  una rete di soggetti territoriali, pubblici e privati, che aiuti a rendere maggiormente capillare, rapida e articolata la possibilità del re-impiego e quindi il re-inserimento nel mondo del lavoro.
Non abbiamo visione, alla data odierna, delle azioni intraprese per il Progetto suddivise in
 

  1. Accoglienza e accesso al servizio
  2. Colloquio specialistico
  3. Bilancio competenze
  4. Monitoraggio coordinamento  e gestione piano di intervento personalizzato
  5. Valorizzazione competenze professionali attraverso training personalizzato in gruppi di lavoro omogenei
  6. Ricerca lavoro
  7. Preselezione e incontro domanda-offerta
  8. Accompagnamento al lavoro
  9. Consulenza e supporto all’autoimprenditorialità
  10. Formazione professionale specifica
  11. Attivita di informazione e pubblicità


Chiediamo agli Attori principali del Progetto di individuare  un percorso di sostegno  collettivo per i lavoratori Agile che coinvolga un’ampia platea di soggetti territoriali sia nella fase di programmazione che di gestione. Essi possono e devono  costituire  una rete  di re-impiego che possa avere come principale obiettivo il rafforzamento di sinergie tra pubblico e privato nell’ambito della ricerca attiva di lavoro al fine di trovare soluzioni locali.  Questa rete deve coinvolgere gli  organismi quali le Istituzioni regionali e locali (Regione Piemonte e Provincia di Torino  in primis), gli intermediari del mercato del lavoro, le Agenzie per il lavoro, le Società di outplacement, le Associazioni di categoria, le Unioni Industriali, le Camere di Commercio e Unioncamere e i sindacati locali e le RSU aziendali.

Consigliamo anche di prendere visione dal documento della Regione Lombardia sul Progetto FEG/Agile che si può reperire all’indirizzo Web:
http://www.viaolivetti79.it/Documenti/gestione_feg/azioni%20FEG%20Lombardia.pdf
se questo può servire per dare un valore aggiunto, senza nulla togliere alla capacità professionale delle persone che si stanno occupando del Progetto FEG della Regione Piemonte .

In attesa di urgente riscontro in base a quanto sopra esposto invitiamo tutte le OO.SS. ad individuare il percorso giusto  che possa far decollare il progetto FEG negli interessi dei Lavoratori Agile in A.S.

Cordiali saluti

F.to  Le lavoratrici e i lavoratori Agile in A.S. in assemblea del 14 Marzo 2013
 

 

La difesa del posto di lavoro non si processa

Il giorno 4 febbraio 2013, quattro colleghi di Torino dovranno comparire davanti a un giudice del Tribunale di Torino per rispondere dei reati degli art. 624 (furto), 612 (minaccia), 594 (ingiuria) del codice penale .


Queste denunce, e il loro procedere non ci fermeranno!
Non saremo mai domi di fronte all'ingiustizia!

Lotteremo  e saremo sempre uniti ........... anche il 4 febbraio 2013 ....... in aula con voi.

 

D’Alema, cascina in Umbria gestita da Orsini. Il Fatto: “Vicino a Morichini”

ROMA – Massimo D’Alema ha comprato ai figli (Giulia e Francesco) una cascina in Umbria. E questo si sapeva. Per pagare quella cascina (podere Madeleine), D’Alema si è venduto la celeberrima barca Ikarus (e anche questo si sapeva). Il Fatto Quotidiano è tornato a occuparsi della proprietà del presidente del Copasir. E, non avendo trovato irregolarità o anomali nella proprietà e nell’uso della cascina, ha puntato l’indice sul gestore del podere, Adolfo Orsini.

Filippo Barone, che ha scritto l’articolo, dipinge Orsini come una specie di “mini-ras” dell’Umbria. Ecco la sua storia

Che fa ora Orsini? Scrive Barone: “Diventato nel 2010 amministratore di Arusia, Agenzia per l’Agricoltura della Regione (centrosinistra ). Lo rivelano 7 scritture private (in possesso del Fatto) siglate tra il 15 e il 18 aprile 2009 che presentano Orsini come “rappresentante delegato della società agricola Madeleine” nel-l’acquisto dei “diritti di reimpianto” di viti”.

Chi è Orsini? Spiega Barone: “Ritenuto vicino a D’Alema, è un dipendente Asl in aspettativa diventato sindaco di Città di Castello nel 1997. Ha poi collezionato poltrone pubbliche e private. Si occupa della redazione del Piano sanitario regionale, di quello dei rifiuti, è presidente del cda dell’Azienda perugina di mobilità e membro del cda dell’Autorità di ambito Umbria 1. Infine approda ad Arusia (commissariata nel 2011).

“Arusia gestisce tutta la parte agricola della Regione”, spiega l’imprenditore Pio Piccini nella sua deposizione. Piccini è l’amministratore di Agile e presidente e amministratore di Omega, gruppo che ha assorbito il ramo informatico della società di telecomunicazioni Eutelia. Una vicenda per la quale finì in manette.

Ed è a questo punto che, secondo Barone, la sua storia si sarebbe incrociata nuovamente con quella di D’Alema: “E davanti ai pm di Roma raccontò di aver finanziato la Fondazione Italianieuropei di D’Alema. Soldi dichiarati e, quindi, puliti. L’operazione sarebbe stata suggerita dal “faccendiere” del centrosinistra (definizione dei verbali) Vincenzo Morichini, amico di vecchia data di D’Alema. Morichini di mestiere fa il lobbista, il procacciatore di affari, attraverso una società chiamata Sdb, Soluzioni di business.

Prosegue Barone: “Ma cosa ci azzeccano le società di Morichini con la cascina di D’Alema? Orsini, responsabile agricoltura della Regione Umbria e rappresentante della Madeleine è anche socio della Sdb di Morichini. Secondo Piccini, Orsini ne era il referente per gli affari in Umbria nel campo della sanità e dell’agricoltura. Era colui che gli avrebbe fatto incontrare “tutti i direttori generali della Asl e delle aziende ospedaliere” allo scopo di sottoporre loro i suoi progetti.

Barone però ci tiene a specificare: Niente di illegale, ma il cronista deve chiarire. E il politico, forse, rispondere magari per escludere incompatibilità anche solo politiche o morali.

fonte: blitzquotidiano

 

Call center, crack da brivido. Fallimento Bcl: in fumo 13 milioni

I finanzieri del Comando Provinciale hanno arrestato l'ad della Best Contact Lazio con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Tramite una serie di operazioni pirata avrebbe distratto solo dall'ultimo bilancio sette milioni di euro. Il passivo fallimentare causato da operazioni prive di logica commerciale. Il nome di Salvatore Camalleri anche nel “disastro” Agile-Eutelia. Nella società romana confluivano i servizi telefonici di CartaSì, Banca Fideuram, Ucifin, UniCredit, Finemiro, Intesa SanPaolo, Bnl, Ace e Mediaset
Lunedì, 10 dicembre 2012 - 09:57:00

Nel giugno scorso la lettera di licenziamento a 415 dipendenti della Best Contact Lazio di Tor Tre Teste “per la perdita totale delle commesse”. E poche ore fa l'inchiesta della Procura di Roma ha portato in manette Salvatore Camalleri, Ad della Bcl, con l'accusa di bancarotta fraudolenta.
La maledizione di Agile-Eutelia sembra ripetersi. A bussare alla porta di Camalleri a Torino, sono stati i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che gli hanno notificato l'ordine di custodia a seguito delle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto di Roma Nello Rossi e dal sostituto Procuratore Michele Nardi e curate dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale, a seguito  del fallimento della società, dichiarato dal Tribunale di Roma a febbraio del 2011.
call center

Gli accertamenti svolti hanno consentito di fare piena luce sulle responsabilità dell’amministratore che avrebbe cagionato il dissesto della società, operante nella gestione di call center e di servizi telefonici dedicati, con operazioni di distrazione dell’attivo patrimoniale risultante dall’ultimo bilancio approvato, per un totale di oltre sette milioni di euro.
L’analisi del bilancio e le indagini sui movimenti finanziari hanno permesso di ricostruire con esattezza tutte le operazioni societarie eseguite prima della dichiarazione di fallimento, che erano apparse anomale essendo prive di logica commerciale: acquisizione in affitto di un ramo di azienda di altra società senza riceverne alcun beneficio economico, periodici e consistenti prelievi dalla cassa per versamenti a favore di una società in liquidazione, apparentemente ingiustificati, attesa anche la condizione di insolvenza in cui versava l’azienda, con la conseguente determinazione di un passivo fallimentare accertato pari ad oltre 13 milioni di euro.  
L’uomo, già coinvolto in passato anche nel crack del gruppo “Agile-Eutelia” (attivo sempre nel settore delle telecomunicazioni), di origine siciliana ma residente in Torino, è stato associato al carcere ex “Le Vallette” e dovrà ora rispondere di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, per aver occultato le scritture contabili obbligatorie della società, nel tentativo di impedirne la ricostruzione del patrimonio e del giro d’affari.

fonte: Affaritaliani

 

APPROVATI I FONDI REGIONALI PER IL FEG

«Su proposta dell’assessore Claudia Porchietto, viene cofinanziato con 521.000 euro il programma di interventi di politica attiva del lavoro per i 197 esuberi dell’Agile presentato dal Ministero del Lavoro alla Commissione europea e vengono assegnati 350.000 euro alla Provincia di Torino per realizzare progetti di ricollocazione professionale di lavoratori in cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività o di ramo di azienda o procedura concorsuale di imprese dei settori secondario e terziario».

Fonte: Agenzia Parlamentare

 

COSTITUZIONE PARTE CIVILE AL PROCESSO CONTRO SAMUELE LANDI

Il 5 dicembre 2012 è la data in cui è stata fissata la prima udienza del processo contro Samuele Landi. Entro tale data, così come avvenuto nel processo già in corso contro il resto degli imputati, ci attiveremo per raccogliere i mandati delle lavoratrici e dei lavoratori interessati alla costituzione di parte civile.
A tale scopo tutti i lavoratori che vogliono costituirsi sotto il patrocinio della Fiom‐Cgil devono procedere tempestivamente alla preparazione della documentazione necessaria e munirsi della marca da bollo del valore di 8€ (otto) da allegare all’istanza preparata dagli avvocati che andrà firmata personalmente da ognuno in presenza dei legali.
Considerati i costi sostenuti dagli avvocati e dall'organizzazione, si richiede in aggiunta alla marca da bollo un contributo di 12 euro per i collocati in CIGS e di 20 euro per i lavoratori in attività, da versare direttamente agli avvocati all’atto della sottoscrizione della procura.

Tutti i lavoratori devono presentare i seguenti documenti all’atto dell’appuntamento con il legale:

  1. I modelli Cud 2010 (competenze 2009) di Eutelia e Agile;
  2. La lettera (o la mail) di passaggio da Eutelia ad Agile;
  3. La lettera (o la mail) di collocazione in CIGS;
  4. L’ultima busta paga di Agile;
  5. Fotocopia documenti di identità.

L'appuntamento con l'avv. DE Rosa sarà , per Torino, il venerdì 23 novembre alle  ore 12:00 presso la sede della FIOM in via Sagra di San Michele, 31.
 

 

Lettera a Monti di un lavoratore ex Agile - Eutelia

Egregio Prof. Monti,

leggo con una nota di cipiglio la Sua dichiarazione apparsa sui giornali di qualche giorno fa: "Certe disposizioni dello Statuto dei lavoratori ispirate all’intento nobile di difendere i lavoratori hanno determinato insufficiente creazione di posti di lavoro".

Mi chiedo, anzitutto, in che modo una maggiore libertà di licenziamento potrebbe creare ulteriori posti di lavoro: se la matematica non è un'opinione, per ogni licenziato potrebbe esserci un solo nuovo assunto, per cui la proporzione tra occupati e inoccupati non cambierebbe. Certo, ci si potrebbe sbarazzare facilmente dei più anziani, meno vantaggiosi e utili di un giovani esuberanti che si accontentano di una busta paga da fame.

A parte questo, le leggi italiane consentono già ai datori di lavoro di licenziare per inefficienza grave o per comportamenti dolosi. E poi, probabilmente Le sarà sfuggito, esistono normative che permettono il licenziamento collettivo in maniera silente. L'istituto della cessione di ramo d'azienda, lo saprà meglio di me, è lo strumento ideale per quei datori di lavoro che vogliono sbarazzarsi di decine, centinaia o migliaia di lavoratori in un colpo solo. E in quel caso, non esistono sindacati, giudici del lavoro o proteste che tengano: bastano piccoli accorgimenti, tutti legali, perché i malcapitati si ritrovino, da un giorno all'altro, senza più un'occupazione e uno stipendio.

Certamente, ricorderà la grande Olivetti, orgoglio di un'Italia un tempo più sana di oggi. E l'altrettanto importante Bull. Provi a chiedersi dove sono finiti tutti quei lavoratori. Sono saliti sui tetti, hanno protestato davanti ai Palazzi del Potere, hanno subito aggressioni e torti inenarrabili. Tutto questo dopo il passaggio a Eutelia e una successiva CESSIONE DI RAMO D'AZIENDA.

Forse nel passaggio di consegne dall'altro Governo qualche tassello di quest'Italia in rovina (non solo per la crisi) sarà andato smarrito: il caso Agile ex Eutelia era arrivato, vanamente visti i risultati, anche sul tavolo della Presidenza del Consiglio, quella che oggi è la Sua casa. Ma eravamo piccoli numeri nascosti in una crisi di grandi proporzioni. E poi, chi avrebbe mai pensato di abrogare istituti normativi così vantaggiosi per i datori di lavori?

Egregio professore, mi creda, licenziare è più facile di quel che pensa. Riveda un attimo la nostra storia e provi a raddrizzare il tiro: da punire non è lo Statuto dei Lavoratori, frutto del sangue dei nostri nonni e dei nostri padri, ma alcune leggi italiane che possono mettere in ginocchio non solo i lavoratori, ma l'intera economia.

In fede

Luigi Civita - Lavoratore ex Olivetti - Ex Eutelia - Ex Agile

 

Fonte: controlacrisi.org

 

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